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Un ristorante pop-up al campo base dell’Everest

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La moda dei locali pop-up spopola nelle grandi città da un paio di anni: bar, ristoranti, caffetterie aprono per qualche mese, a volte per un giorno solo, e poi spariscono senza lasciare traccia.

Se oramai a Londra, Milano, New York non fanno più notizia, a meno che la proposta non sia particolarmente bizzarra, di certo non ci aspettavamo un ristorante pop-up al campo base dell’Everest.

Ad idearlo James Sharman, ex chef del Noma, ristorante stellato di Copenaghen considerato uno dei migliori al mondo, il quale ha dato vita al progetto “One Star House Part”, un tour gastronomico itinerante di 20 tappe in 20 mesi, iniziato a settembre a Pechino.

L’esperienza è riservata a solo 15 commensali ed il costo è di circa 1050 $ a persona, quota che comprende però non solo la cena ai piedi del tetto del mondo, ma anche il trekking di 14 giorni, dal 10 al 23 dicembre, con partenza da Lukla.

Il temporary restaurant resterà in vita per un giorno solo, ma Sharman e la sua brigata di cucina si recheranno in Nepal con tre settimane di anticipo per poter studiare ed imparare la cucina locale, che verrà rielaborata per rientrare nello speciale menù.

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