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Per sette Regioni italiane la via Francigena “è da UNESCO”

Val d’Aosta, Piemonete, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana:sono le regioni che hanno firmato l’intesa per “vederne riconosciuta l’eccezionale particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale”. Si tratta della Via Francigena che, in Italia, dal San Bernardo arriva fino al cuore di Roma.

L’obiettivo è quello di ottenere un’efficace tutela del tracciato e la conservazione del suo eccezionale valore universale, “per le generazioni presenti e future”.  All’interno dell’intero progetto è prevista anche la creazione di un organizzazione per la gestione coordinata dell’intero tracciato e l’individuazione di una regione capofila per facilitare l’attuazione della candidatura e la cooperazione delle parti. Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti sottolinea “che l’Italia ha un patrimonio enorme di borghi, tradizioni e cultura, che tutto il mondo cerca e invidia. Dobbiamo valorizzare questo patrimonio come opportunità di sviluppo e di crescita”.


La via Francigena è un itinerario medievale frequentato, nei secoli, da milioni di pellegrini. Partendo da Canterbury, in Inghilterra, arriva fino a Roma, passando per Francia e Svizzera. Nel Medioevo fu la via più utilizzata dai Cristiani per raggiungere Roma. L’intero percorso, che conta più di 1.800 chilometri e di cui oltre 1000 in Italia, è divisa in circa settanta tappe e oggi è uno dei cammini della fede più noti.

Gli assessori coinvolti si sono trovati a Firenze per firmare l’intesa per la candidatura all’Unesco. Questo è comunque solo il primo passo e il procedimento sarà lungo: dopo la sottoscrizione del protocollo da parte delle regioni, la candidatura ufficiale deve essere promossa dal comitato italiano e consegnata entro il 30 settembre. Da quel momento scatta una serie di scambi di proposte e integrazioni che durano almeno tre anni, che porteranno poi il Comitato per il Patrimonio Mondiale a decidere sulla candidatura.

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