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Skialp: il Tour du Rutor Extrême svela i percorsi del 2018

di Denis Falconieri

@Tour du Rutor

VALGRISENCHE, Aosta — Manca ancora un anno alla partenza al diciannovesimo Millet Tour du Rutor Etrême, gara di scialpinismo biennale che si svolge in Valgrisenche (Valle d’Aosta), ma gli organizzatori sono già operativi e lo scorso weekend, venerdì 17 e sabato 18 marzo, hanno presentato in anteprima alla stampa specializzata italiana, francese e spagnola l’edizione del 2018.
Nel corso delle due giornate, l’équipe che organizza la gara, guidata da Marco Camandona e da sua moglie Barbara, ha permesso ai giornalisti di conoscere meglio i tracciati della tappa valdostana della Grande Course, ma anche di scoprire le bellezze della Valgrisenche e le sue tradizioni enogastronomiche.

“Presentiamo oggi una nuova edizione di una gara storica, che trova le sue radici nel lontano 1933, lo stesso anno di nascita del Trofeo Mezzalama: nel mese di agosto di quell’anno, diversi alpinisti si sono sfidati sul ghiacciaio del Rutor, attraverso le cime del Rutor e dello Château Blanc, dando vita così a questa splendida competizione. Molti anni dopo, nel 1995, abbiamo deciso di organizzarla nuovamente, riuscendo a farla divenire una delle grandi classiche dello scialpinismo e arrivando alla formula attuale, che prevede tre giorni di gara su tre percorsi differenti”, ha spiegato Marco Camandona.
Tre giorni di gara, dunque, per un totale di 7.000 metri di dislivello positivo, 70 chilometri e 25 cambi d’assetto: sono questi i numeri della gara che vedrà gli atleti impegnati il 23, 24 e 25 marzo del prossimo anno.

“Nel 2016 abbiamo avuto 363 squadre, ovvero più di 700 concorrenti, provenienti da 19 nazioni: testimonianza del fatto che il Millet Tour du Rutor Extrême è divenuto un appuntamento di assoluto prestigio nel circuito internazionale, la cui organizzazione richiede uno sforzo organizzativo davvero importante”, ha aggiunto Camandona.
Ed è proprio l’impegno degli organizzatori, dei tracciatori e degli oltre trecento volontari che l’alpinista valdostano ha voluto sottolineare: “Sui nostri percorsi non ci sono impianti di risalita: tutto il lavoro viene fatto sci ai piedi dai tracciatori che conoscono benissimo il territorio e per tutti i tre giorni sono impegnati a garantire la buona riuscita della gara”.

@Tour du Rutor

Nel weekend di presentazione, dalle parole si è passati ai fatti: nonostante il vento forte, i giornalisti sono stati infatti accompagnati fino a 2.900 metri, appena al di sotto del colle dello Château Blanc: “Siamo nel cuore del Tour du Rutor Extême, in condizioni ‘extrêmes’ – ha spiegato Camandona – saliremo fino ai 3.408 metri della vetta dello Château Blanc per poi affrontare i 2.000 metri della discesa della terza tappa, sui cui pendii gi atleti hanno sfiorano 100 chilometri all’ora”.
Al termine della discesa, una delle più spettacolari del TDR, il binomio sport e conoscenza del territorio è stato suggellato da una degustazione enogastronomica curata dallo chef stellato Fabio Iacovone dell’hotel Bellevue di Cogne, offerta nell’antica latteria della consorteria di Planaval, frazione del Comune di Arvier dalla quale parte l’ultima tappa della gara.

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