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Perchè gli sportwatch con GPS sono così diffusi?

Il mercato degli sportwatch con GPS pur essendo in crescita da anni ormai non accenna a rallentare. Non solo i runner, ma anche chi arrampica, fa scialpinismo, va in bici o comunque svolge attività all’aria aperta si sta dotando di questi dispositivi.

Il primo modello fu lanciato da Garmin nel 2010 e già incorporava tutte le funzioni per monitorare la propria performance e migliorare il proprio allenamento: distanza, velocità e battito cardiaco giusto per nominarne alcune. In più, era già possibile scaricare tutti i dati sul proprio PC e analizzare le proprie prestazioni. Il problema? Era la durata, molto breve, della batteria. Nel corso del tempo c’è stata la corsa tra diverse case di produzione che ha portato via via a prodotti con sempre maggiori funzionalità e caratteristiche, per esempio l’impermeabilità, l’altimetro, il barometro e la visione del tracciato; soprattutto è aumentata l’autonomia della batteria.  Poi sono arrivati lo schermo touch a colori,  la possibilità di connettere l’orologio allo smartphone, la musica e altre funzioni per lo sport come il calcolo del recupero o, addirittura, il calcolo di ossigeno consumato.

Ma quali sono gli elementi di questi dispositivi che oggi, dopo tutte queste evoluzioni, li rendono così appetibili?

Innanzitutto questi orologi  possono tracciare un’infinità di parametri, tra i quali anche quelli più specifici per i diversi sport. Inoltre possono anche registrare e fornire dati meteorologici o compiere dei calcoli sul tempo stimato di fine corsa, dimostrando una buona potenza di calcolo. Spesso poi gli orologi GPS offrono la navigazione con il tracciato in tempo reale, con la possibilità di fissare dei waypoint o, anche, la funzione  “ritorno”, per tornare sui propri passi: queste sono funzioni molto utili perché permettono anche di non perdersi in situazioni in cui si è magari smarrito l’orientamento o anche solo il sentiero prestabilito.

Infine una particolarità molto apprezzata è la possibilità, nei modelli più recenti, di scaricare tutto ciò che è stato registrato sul “cloud”, in remoto: così che sia disponibile e accessibile sempre e ovunque, ammesso di avere una connessione internet. Infine, spesso, vi è la possibilità di connettere il proprio smarthphone o tablet all’orologio e così gestire i parametri dallo schermo del nostro telefono, georeferenziare le foto scattate durante l’attività o visualizzare tutti i dati una volta che l’uscita è stata completata.

L’elemento che però li rende vantaggiosi più di ogni altra cosa per molti utilizzatori potrebbe essere il concetto “all-in-one” : lo stesso modello può essere utilizzato per correre, arrampicare, sciare, andare in bici e nuotare, per esempio, e offrire lo stesso grado di performance e utilità in tutte le specialità. Inoltre sono molto robusti  e la batteria dura molto di più dei dispositivi GPS tradizionali.

Tutta questa tecnologia e comodità, però, non è economica: per avere la maggior parte delle funzioni, che rendono questi dispositivi così funzionali e polivalenti, serve investire tra i 400 e i 550 euro. I prezzi superiori di solito sono giustificati da finezze costruttive, come vetri e casse più resistenti.

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