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L'approfondimento, Sicurezza in montagna

Fulmini in montagna: che fare?

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BOLZANO — Estate in montagna, è tempo di temporali. Fondamentale, per evitare incidenti, è sapere cosa fare in caso di fulmini e arrivare preparati. Chi va per monti deve osservare alcune regole per non farsi cogliere impreparati da improvvisi peggioramenti meteorologici. Durante l’estate infatti, in montagna le condizioni atmosferiche possono cambiare in modo repentino e spesso non si fa in tempo a rientrare al rifugio o in auto. Bisogna quindi stare attenti a come cambia il tempo portandosi un adeguato barometro-altimetro anche durante l’escursione.

Secondo i consigli del Corpo Forestale dello Stato, in caso di temporale è importante innanzitutto non farsi prendere dal panico, evitare le attività all’aperto e in particolare nelle vicinanze di corsi o specchi d’acqua, ripararsi in un rifugio o in auto chiudendo bene le porte e le finestre.

E’ importante se si è in auto, evitare di mettersi in viaggio, non sostare o transitare sotto alberi o pali isolati e comunque evitare i sottopassi. Non bisogna accendere fuochi all’interno dei rifugi, ma è necessario liberarsi di qualsiasi oggetto metallico anche di piccole dimensioni e non dare la mano ai compagni di escursione, stando distanziati una decina di metri. E’ inoltre indispensabile isolarsi il più possibile dal terreno, toccandolo in un solo punto, ad esempio saltellando o stando coi piedi uniti. Le persone colpite da fulmine in genere non sono cariche elettricamente e normalmente non si rischia nulla prestando loro soccorso.

“Se un fulmine cade invece su un ghiacciaio – spiega Giampietro Verza, guida alpina e responsabile delle stazioni meteo del Comitato EvK2Cnr – , l’elettricità si irradia a cerchi concentrici, come un’onda sismica, cercando di andare a scaricarsi ai bordi. Bisogna quindi fare molta attenzione al meteo, se si ha in programma una gita su ghiacciaio e cercare di scendere in fretta se si nota l’arrivo un temporale. E’ necessario cercare di portarsi al bordo del ghiaccio, in zone rocciose ma riparate. Ovviamente, infatti, non bisogna rifugiarsi sotto rocce appuntite che potrebbero attirare i fulmini”.

Dal 2011  è attiva sul sito del servizio meteorologico della Provincia di Bolzano una mappa che informa in tempo reale di lampi e scariche cadute sul territorio altoatesino e su parte delle Alpi orientali. L’immagine è aggiornata ogni 5 minuti e distingue tra scariche che arrivano al suolo e scariche che invece si manifestano all’interno delle nubi.

La mappa fornisce in tempo reale numero e posizione dei fulmini che si stanno scaricando sul territorio altoatesino e sulle regioni limitrofe. La radiazione elettromagnetica emessa da ogni singolo fulmine infatti, viene rilevata da speciali sensori ed elaborata immediatamente. Per risalire alla località interessata dall’evento è necessario che il fulmine sia rilevato contemporaneamente da almeno due sensori. In base al tempo di percorrenza dell’onda elettromagnetica e alla direzione rilevata dall’antenna è infatti possibile calcolare la posizione esatta del fulmine.

Questi sensori, installati in tutta Europa, costituiscono una vera e propria rete in grado di monitorare tutto il territorio europeo. Una di queste antenne è stata installata anche a Bolzano, sul tetto dell’Eurac.

La mappa dei fulmini distingue due diversi tipi di scariche elettriche. “Si osservano due categorie di fulmini – spiega infatti il direttore di ripartizione Hanspeter Staffler -: quelli nube-suolo, dove la scarica elettrica si instaura tra nube e suolo ed i fulmini nube-nube, che scaricano fra due nuvole o all’interno di una stessa nube.”

Insieme al radar meteorologico, che permette di stimare in tempo reale l’entità della precipitazione, il censimento dei lampi permette ai tecnici del Servizio Meteorologico ed a quelli della Protezione Civile l’analisi ed il monitoraggio delle celle temporalesche. La mappa inoltre, è ora utile anche ai turisti, in grado così di osservare l’evoluzione dei temporali e organizzare meglio le proprie attività ed escursioni.

La mappa: http://www.provincia.bz.it/meteo/mappa-fulmini.asp

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2 Comments

  1. Rimaniamo ai terra nube, penso i piu’ pericolosi, a parte danni agli occhi. Ai lontani tempi dellla mia universita’ si ritenevano possibili solo da terra a nube (senso delle cariche positive, protoni, ricche di massa). da qui i buchi lasciati per terra, e segni premonitori, tipo il rizzarsi dei capelli. Da qui l’accuratezza nel’evitare di trovarsi a far da conduttore preferenziale sulla roccia ed essere attraversato dalla scarica.
    Ora sembra che esistano anche scariche, positive, da nube a tera. Cosa cambia nella tecnica di difesa? AT

  2. Evitare alberi isolati è importante, ma al contrario ripararsi in un bosco fitto offre un notevole margine di sicurezza, dato che la copertura degli alberi offre un’infinità di “falsi bersagli” per i fulmini.
    Molto spesso le due cose vengono confuse…

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