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Ueli Steck al Monte Bianco: l'integrale di Peuterey in 16 ore e 9 minuti

Ueli Steck sul Monte Bianco di Courmayeur (Photo www.uelisteck.ch)
Ueli Steck sul Monte Bianco di Courmayeur (Photo www.uelisteck.ch)

COURMAYEUR, Aosta — Per i “comuni mortali” si tratta di un percorso di 2 o 3 giorni. Per quelli che in passato erano stati davvero bravi di almeno 28 ore. Per Ueli Steck invece, la cresta integrale di Peuterey è stata una corsa di 16 ore e 9 minuti, durante i quali ha coperto 1000 metri di attacco, 4500 di salita e infine 3800 metri di discesa. Sicuramente un’impresa tutt’altro che ordinaria, in linea con la tendenza odierna – dell’alpinismo ma diremmo anche del mondo – alla velocità sempre più alta.

L’integrale di Peuterey è una famosa e impegnativa scalata al Monte Bianco. Si snoda sulla lunga cresta che partendo dalla Val Veny sale in vetta all’Aiguille Noire de Peuterey dalla parete sud e scende dalla Nord Ovest alla Breche sud delle Dames Ainglaises, sale alle tre punte dell’Aiguille Bianche de Peuterey, scende al Col de Peuterey, sale al Gran Pilier d’Angle e poi sulla vetta del Bianco. Di solito richiede più giorni per essere percorsa, anche se in passato qualcuno è riuscito a concluderla in poco più di 24 ore, o addirittura in 10 ore e mezza, come fece nel 1983 Jean Marc Boivin, antesignano dell’alpinismo odierno.

Steck ha lasciato la tenda a Les Bossons. Si è spostato in Val Veny, in territorio di Courmayeur, ospite in tenda di Matteo Pellin, che insieme a Arnaud Clavel ha salito l’integrale di Peuterey in 28 ore partendo dal Santuario di Notre Dame de la Guerison in Val Veny, arrivando in Cima del Bianco e scendendo a Courmayeur lungo la via del Rifugio Gonnella. Il giorno prima di Ferragosto all’alba è partito: con sé aveva materiale minimo.

“Alle 4 del mattino del 14 agosto ho saluto Matteo comn un buon caffè doppio – racconta Steck -. Ho iniziato a correre. Alle 5:10 ero già all’attacco. I primi 1000 metri di dislivello erano fatti. Ero stato più veloce di quel che pensavo ed era ancora buio. Tuttavia ho iniziato a scalare”. Una volta sceso a Punta Welzenbach ha indossato le scarpette e ha salito l’Aiguille Noir de Peuterey arrivando in cima alle 8:30. Poi ha fatto 16 calate in corda doppia nel canale che porta alle Dames Anglaises”.

Arrivato alle tre cime dell’Aiguille Blance de Peuteurey, sulla punta Sud Est, Steck ha indossato di nuovo i ramponi e continuato la sua scalata sulla neve. La cresta affilata l’ha portato alla punta Centrale, poi dopo tre calate ha raggiunto il Col de Peuterey, sotto una fitta nebbia, tanto da non vedere a due metri di distanza. “Non è stato facile – scrive il fuoriclasse svizzero -, ho dovuto cercare il passaggio al Grand Pillier d’Angle. Ho avuto bisogno di almeno mezzora prima di sentirmi di continuare. Non avevo scelta: dovevo provare. Ho trovato la via giusta e ho raggiunto infine il Grand Pillier d’Angle senza problemi. A quel punto mi trovavo sopra le nuvole. La cima non era più lontana. Pian piano ho iniziato a sentirmi stanco. Ero in giro da un po’, muovendomi velocemente. I miei guanti erano bagnati, ma lassù, a 4000 metri, sarebbero diventati gelati di nuovo. Così ho deciso di non cambiarli fino alla vetta. Almeno avrei avuto guanti asciutti nella discesa”.

Poco prima delle 3 del pomeriggio Steck era sul Monte Bianco di Courmayeur, sotto un cielo perfetto. “Un momento grandioso” – lo descrive l’alpinista, che in circa mezzora era in vetta al Bianco, vale a dire in meno di 12 ore dalla partenza. La discesa poi è stata una corsa, conclusasi alle 8 di sera alla chiesa di Les Houches. Un’ora dopo infine era nella sua tenda a Les Bossons.

Luka Lindic in cima al Bianco (Photo ukalindic.si)
Luka Lindic in cima al Bianco (Photo ukalindic.si)

Dalla partenza all’arrivo a Les Houches Steck ha impiegato 16 ore e 9 minuti. Pochi giorni prima di lui un altro alpinista, il giovane sloveno Luka Lindic (che ha in curriculum spedizioni anche con Steve House e Marko Prezelj), ha scalato l’integrale di Peuterey con una performance altrettanto straordinaria: il 7 agosto è partito dal Bivacco Borelli, situato in Val Veny a 2.325 metri, ed è tornato indietro nel tempo di 15 ore.

 

Info e foto Steck: www.uelisteck.ch

Info e foto Luka Lindic: http://lukalindic.si

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