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Architettura dei rifugi alpini, nuovo corso universitario a Trento

Progetto di un rifugio alpino (Photo Johann Stüdl/Ausstellung 150 Jahre Alpenverein courtesy of Wikimedia Commons)
Progetto di un rifugio alpino (Photo Johann Stüdl/Ausstellung 150 Jahre Alpenverein courtesy of Wikimedia Commons)

TRENTO — I rifugi entrano nelle aule universitarie. É iniziato il 17 settembre “Architettura dei rifugi alpini”, l’innovativo modulo integrativo creato quest’anno all’interno dell’insegnamento di Composizione architettonica nel corso di laurea in Ingegneria edile-architettura dell’Università di Trento. Alle lezioni in aula si affiancheranno le attività rivolte al progetto di riqualificazione del rifugio Catinaccio.

“Architettura dei rifugi” è nato dalla collaborazione tra Università di Trento e Accademia della Montagna del Trentino. “Il modulo integrativo – si legge nel comunicato stampa – servirà a fornire strumenti e nozioni ai fini della redazione del progetto di riqualificazione del rifugio Catinaccio, assunto quale concreto caso studio.” Il modulo integrativo dell’insegnamento di Composizione architettonica è iniziato il 17 settembre.

Le lezioni teoriche sono tenute da Luca Gibello, storico e critico di architettura e responsabile scientifico del convegno internazionale “Rifugi in divenire” che fornirà agli studenti gli elementi necessari per svolgere il progetto. Martedì 24 settembre e mercoledì 25 si svolgerà un sopralluogo al rifugio Catinaccio, che sorge a 1946 metri di quota nel gruppo montuoso omonimo. L’esperienza sul campo servirà ad effettuare i rilievi necessari, ma si terranno anche delle lezioni di disegno all’interno del territorio in cui sorge la struttura, per capire al meglio il suo legame con il panorama circostante.

“L’istituzione dell’insegnamento -si legge sempre nel comunicato – rappresenta un unicum in Italia e probabilmente non ha pari neppure nelle altre istituzioni universitarie dell’arco alpino. L’obiettivo di Accademia della Montagna nel volere questa collaborazione con l’Università è quello di favorire la conoscenza della montagna entrando nei luoghi della formazione e della cultura favorendo la conoscenza della montagna e delle attività che la mantengono viva anche attraverso l’esperienza diretta.”

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