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Everest, anniversario della valanga mortale. Un pensiero ai figli degli Sherpa scomparsi

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KATHMANDU, Nepal — E’ passato esattamente un anno dalla valanga che sull’Everest il 18 aprile 2014 ha ucciso 16 scalatori nepalesi che stavano predisponendo la salita per la stagione alpinistica. L’intera comunità ha descritto l’incidente come uno dei giorni più neri nella storia dell’alpinismo. Per ricordarli oggi, al campo base, è stato osservato un momento di silenzio e le scalate sono state sospese. Al fine di rendere omaggio a quegli uomini, la Nepal Mountaineering Association ha anche organizzato una commemorazione presso la propria sede nepalese e ha voluto rendere noto alla comunità internazionale quanto sta facendo per gli orfani e le famiglie degli alpinisti scomparsi un anno fa.

La Nma, il club alpino nepalese per intenderci, rende noto che tutti i figli di quegli sfortunati scalatori hanno ottenuto un sostegno all’istruzione. In totale, 12 bambini anno ottenuto borse di studio dalla Nma, 9 dall’Himalayan Trust e 6 dall’Alpine Ascent Sherpa Education Fund. Quattro di loro sono già adulti e indipendenti.

“Per aiutare le famiglie degli Sherpa deceduti – fa sapere la Nma tramite un comunicato stampa – la NMA ha formato un comitato che si prende cura dell’educazione dei loro figli, di integrare il reddito delle famiglie, fornendo competenze, corsi di formazione e molti altri servizi che continuerà a sostenere in futuro. Si tratta del Mountaineering Disaster Relief and Education Support Fund Committee, fondato con l’obiettivo di creare un sistema ufficiale di sostegno a tutte le vittime di incidenti in montagna in Nepal e all’estero. Il sostegno scolastico dei figli di alpinisti che hanno perso la vita il 18 aprile 2014 continuerà fino al diploma di laurea”.

La Nma si sta occupando anche delle famiglie degli sherpa deceduti negli incidenti della primavera 2014 sul Kangchenhunga e nell’ottobre 2014 sul Dhaulagiri.

“L’attuazione di programmi di welfare per gli alpinisti e i loro figli e le loro spose è uno dei principali obiettivi della NMA – spiega Ang Rita Sherpa, presidente dell’associazione -. Gli alpinisti sono il cuore del turismo sulle nostre montagne e il loro futuro deve essere sicuro. Siamo in prima linea su corsi di formazione e azioni per la sicurezza, ma le calamità naturali come le valanghe non possono essere impedite e ci sentiamo il dovere di sostenere le vittime di coloro che ne vengono colpiti. Chiunque volesse partecipare o contribuire alla costituzione di questo fondo, si faccia avanti”.

Per questi programmi la Nma collabora con diverse organizzazioni. Una delle più recenti ad essere entrata nella rete è la Park Young Seok Foundation che sta finanziando borse di studio.

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1 Comment

  1. Visto che : “le calamità naturali come le valanghe non possono essere impedite ” non ritengo giusto che si trasformi la necessità dei turisti alpinisti in lavoro potenzialmente mortale per i nepalesi. Chi desidera andare in quei luoghi dovrebbe farlo a proprio rischio e pericolo senza mettere in pericolo la vita altrui.

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