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Un “inferno” di rocce e di ghiaccio: il terribile soffio della valanga all’Everest

Il fotografo dell'Afp Roberto Schmidt è riuscito ad inviare inquietanti immagini del soffio della valanga che ha colpito il campo base e dei primi concitati momenti dopo la tragedia
Il fotografo dell’Afp Roberto Schmidt è riuscito ad inviare inquietanti immagini del soffio della valanga che ha colpito il campo base e dei primi concitati momenti dopo la tragedia

KATHMANDU, Nepal – Un “inferno” di roccia e di ghiaccio. È la descrizione di una scena apocalittica quella che arriva dalle spedizioni di stanza al campo base di Everest e Lhotse. Stando ai primi resoconti pare che un enorme blocco di ghiaccio sia crollato tra il Pumori e il Lingtren: ma è stato il terribile “soffio della valanga” ad aver travolto la sezione superiore del campo base dell’Everest.

“Non è la valanga del Pumori ad essere arrivata direttamente sul campo base, sarebbe impossibile – precisa Silvio Gnaro Mondinelli, guida alpina, alpinista e salitore dei 14 ottomila senza ossigeno -. E’ stato il suo soffio. Sicuramente lo spostamento d’aria provocato dalla valanga ha causato il disastro: il soffio della valanga è pericolosissimo, può raggiungere i 300 km orari, potrebbe trasportare locomotive. E’ come una tromba d’aria”.

“E’ vero – conferma Gianpietro Verza, guida alpina e tecnico EvK2Cnr -. Il nostro Dorji ha detto che sul campo base si sono riversati neve, ghiaccio e pietre, insomma materiale portato dalla spinta. Ho calcolato che la massa di ghiaccio da 6100 metri è caduta su un conoide a 5600 metri ed è e sparata a 2 Km di distanza. Questa volta il terremoto ha staccato un’intero pezzo di ghiacciaio. La dinamica è confermata da un ricercatore francese che il soffio ha attraversato il campo base 2 minuti dopo il terremoto, ed è durato circa 2 minuti al massimo”.

Testimoni infatti riferiscono di valanghe, di frane e di seracchi collassati, e di alpinisti terrorizzati dalle scosse di assestamento, che saltavano ad ogni tremolio percepito. E del resto le scosse continuano ancora ora: pochi minuti fa hanno provocato altre valanghe anche a campo 1.

La spedizione Img descrive sul suo sito le dinamiche dei fatti. “Il terremoto – si legge – ha causato il crollo di un enorme blocco di ghiaccio dalla sella tra il Pumori (7160 metri) e il Lingtren (6749 metri). La sella è a 6150 metri, circa 800 metri più in alto del campo base. Tonnellate di ghiaccio piombate verticalmente dalla sella hanno creato un immenso soffio della valanga: lo spostamento d’aria ha travolto la parte superiore del campo base dell’Everest spazzando via molte tende sul ghiacciaio del Khumbu verso la parte bassa dell’Icefall”.

Il luogo del crollo (photo http://www.mountainguides.com)
Il luogo del crollo (photo http://www.mountainguides.com)

“A quanto pare – si legge ancora – il getto d’aria e il terremoto hanno causato anche molti crolli di roccia scaraventati tutti intorno: alcuni di questi avrebbero colpito e ferito gli alpinisti nella parte alta del campo base. Il campo base più sotto non è stato toccato. Vale la pena notare che in tante spedizioni non avevamo mai visto niente di simile, mai una valanga in questa zona che fosse neanche lontanamente paragonabile a questa. È stato davvero un evento mostruoso causato da un terribile terremoto”.

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