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Terremoto in Nepal, la situazione sul lato nord dell’Everest e sugli altri 8000

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LHASA, Tibet — Sul lato nord dell’Everest diversi crolli e valanghe si sarebbero verificati a causa del terremoto di ieri mattina. Ma a differenza del versante nepalese non si registrerebbero al momento vittime, così come sugli altri 8000 sebbene le informazioni siano ancora in attesa di conferma.

Diversi alpinisti sul lato tibetano dell’Everest hanno fatto sapere di stare bene. Così Adrian Ballinger che ha comunicato la situazione in un tweet: “molti crolli di roccia e di neve – ha scritto ieri -. Stiamo tutti bene”. Così anche il tedesco Luis Stitzinger, che ha confermato che il forte terremoto ha provocato degli smottamenti ma senza vittime.

“Orribile – ha scritto poche ore fa anche David Goettler sulla sua pagina facebook -, spaventoso e con conseguenze devastanti per centinaia di migliaia di persone. Parole che possono solo dare una vaga idea del mostruoso terremoto che ha colpito ieri il Nepal. Solo una piccola nota per dire che i membri del nostro team sia nepalesi che occidentali stanno bene, e sono salvi. Non abbiamo idea di quello che succederà dopo”. Goettler si trova al campo base del versante nord insieme a Raphael Slawinski e a Daniel Bartsch, con cui voleva aprire una variante di salita alla via normale.

Stefan Nestler sul suo blog Adventure Sports riferisce di una telefonata con Ralf Dujmovits, anch’egli sul lato tibetano dell’Everest: “Va tutto bene – gli avrebbe detto -. Gli sherpa mi hanno detto che il terremoto di ieri ha provocato una valanga a Colle Nord. Comunque nessuno è stato ferito”.

Secondo quanto scrivono Don Bowie all’Annapurna non ci sarebbero state vittime. Un forte gruppo di alpinisti anzi sarebbe pronto a volare all’Everest e a portare aiuto. Anche Chris Jensen Burke riferisce di un alpinista ferito ma non di morti.

Dal campo base del Makalu Don Billy, Katrien de Pillecyn e Adrian Hayes, stando a quanto scritto da Explorersweb, informano che tutti gli alpinisti sono in salvo. Anche Ferran Latorre ha confermato via twitter che lui e la sua squadra stanno bene. Secondo altre fonti internazionali una ventina di team sarebbero al campo base avanzato.

Stessa situazione sembrerebbe quella del Cho Oyu, dello Shishapangma e del Dhaulagiri, dove Marco Confortola ha deciso per il momento di rimanere fermo al campo base.

“Marco e il team hanno prestato un po’ di loro materiale alpinistico, dato cibo e altri generi di prima necessità ad alcuni trekker che reduci dal French Pass, si sono trovati senza nulla e bisognosi di tutto – si legge sulla pagina facebook gestita dal suo staff -. Abbiamo fatto il punto della situazione e Marco pensa di lasciare il campo base, nevicate permettendo, tra qualche giorno. Vogliono scendere dal French Pass e dirigersi verso Marpha, capire i bisogni di questi villaggi e cercare come possono di prestare aiuto. Pare che il piccolo Aereoporto di Jomsom non abbia subito danni”.

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