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Nepal, la situazione sismica è ancora critica

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TRIESTE — “La situazione è ancora critica. Lo sciame sta calando in magnitudo e numero di scosse, ma i terremoti sono eventi complessi e anche la notte scorsa, dopo 5-6 ore di calma ha fatto il botto di magnitudo 6.7. C’è stata una scossa di 4.5 dopo 5 ore. Lo sciame si è spostato a Est ed è più vicino sia alla Piramide che a Kathmandu: praticamente tutte le scosse hanno circondato la città”. Franco Pettenati, ricercatore dell’Associazione EvK2CNR e dell’OGS di Trieste, responsabile della stazione sismica del Laboratorio Piramide EvK2CNR, spiega cosa sta accadendo in queste ore in Nepal dal punto di vista sismico.

Al momento sembra che  l’unica stazione sismica funzionante in tutto il territorio Nepalese sia proprio quella installata presso il Laboratorio Piramide, situato a 5050 metri vicino al campo base dell’Everest.

“Quando un terremoto scarica – spiega Pettenati – si attivano sempre i margini ai lati. Infatti dopo la prima scossa forte di M7.8, quelle piccole successive sono accadute a est di Kathmandu (dall’altra parte). A ovest c’è un gap tra la scossa principale e la città. Lo sciame ricopre un fronte di almeno 150 km, che è la lunghezza correlata alla magnitudo di 7.8 (circa)”.

Pettenati ci ha inviato ieri sera il grafico che riportiamo a fianco, spiegandolo così: “Mando un plot della registrazione della scossa di M7.8 che ha mandato in saturazione molti sismografi nepalesi, ma non il nostro. In alto la componente orizzontale E-W, in mezzo quella orizzontale N-S, e sotto quella verticale. In saturazione significa che le ampiezze sono andate fuori scala. La misura della magnitudo si fa con l’ampiezza massima. Potete vedere che il moto del suolo sulla componente E-W (direzione scossa – Piramide) ha il segnale più forte (la scala infatti è più grande). A destra si vede la seconda di M7 che è seguita”.

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