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Sono 4 gli italiani morti in Nepal: tra loro gli alpinisti Oskar Piazza e Renzo Benedetti

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KATHMANDU, Nepal – Sono morti 2 dei 4 speleologi italiani dispersi dopo il terremoto del 25 aprile in Nepal. Sono Oskar Piazza, esperto alpinista e tecnico del Soccorso alpino, e Gigliola Mancinelli: una valanga avrebbe travolto il villaggio di Langtang in cui si trovavano. Sono salvi invece i loro compagni. Nel frattempo è stato reso noto il nome degli altri due uomini italiani deceduti nella valle del Rolwaling: sono gli alpinisti Marco Pojer e Renzo Benedetti. Quest’ultimo nel 2004 era andato in cima al K2 insieme agli Scoiattoli di Cortina.

La notizie del ritrovamento dei 4 dispersi è arrivata pochi minuti fa. Le informazioni sono ancora poche, ma pare che una valanga abbia travolto l’intero paese di Langtang in cui si trovavano i 4, provocando la morte di Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli.

Piazza, classe 1960, era un esperto alpinista: aveva salito in velocità il Cho Oyu, il Gasherbrum I e il McKinley. Era inoltre un pilastro del Soccorso alpino trentino, nonché vice direttore della Scuola nazionale forre. Secondo il quotidiano Il Trentino Corriere delle Alpi, Gigliola Mancinelli era un medico e tecnico speleologo. Sarebbero invece salvi gli altri due italiani che erano nel villaggio di Langtang con loro, Giuseppe Antonini direttore della Scuola forre del Soccorso alpino e tecnico di elisoccorso, e Giovanni Pizzorni.

Nel frattempo sono state rese note le identità degli altri due italiani di cui era stata annunciata la morte questa mattina. Si tratta dei trentini Marco Pojer e Renzo Benedetti. Anche quest’ultimo era alpinista molto conosciuto e di alto livello: classe 1955, era originario di Segonzano in Val di Cembra e aveva all’attivo numerose salite sulle Alpi su diversi ottomila. Aveva scalato infatti, il Manaslu, il Makalu, il Dhaulagiri, il Cho Oyu e il Gasherbrum II senza ossigeno, e l’Everest e il K2 con l’ossigeno. Era istruttore nazionale di scialpinismo e alpinismo.

 

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