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Chiusa la clinica all'Everest. A Katmandu segnali di vita: il report di un medico sul campo

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KATHMANDU Nepal — “Lo staff dell’Everest ER sta raccogliendo le proprie cose e la clinica del campo base sta chiudendo i battenti”. L’annuncio è del team di medici volontari che ogni anno lavora alla tenda medica che sorge al centro del campo base dell’Everest, e che quest’anno dopo il terremoto e la valanga si è prodigata per i feriti come sul campo di battaglia. Il team ha anche inviato, tramite Facebook, anche il racconto del lavoro sul campo nella capitale scritto da Paul S. Auerbach di Wilderness Medicine, che fa parte del team.

“Oggi a Kathmandu è stato molto diverso da ieri – racconta Auerbach -. Anche se i suoi cittadini devono affrontare sfide enormi, le strade piene di traffico, la maggior parte delle macerie sono state o stanno per essere rimosse, la gente cammina per le strade e il commercio riprende. Ci sono circa 16 campi entro i confini di Kathmandu, dove le persone cercano alloggio o preferiscono rimanere a dormire fino a quando le case non saranno messe in sicurezza. I campi sono ordinati e dignitosi. Oggi ne abbiamo visitato uno, esaminando i pazienti che desideravano vedere un medico. Gli ospedali a Kathmandu ha ricevuto i feriti dopo il terremoto, qui ci sono per lo più le persone con patologie mediche di “routine”.

I medici stanno lavorando fianco a fianco con altri soggetti che hanno prestato aiuti, tra cui le grandi squadre di emergenza nazionali.

“Ci sarà sempre più attenzione alle comunità al di fuori Kathmandu – spiega il medico dell’International Medical Corps -, dove l’assistenza medica è scarsa e le distanze agli ospedali si misurano con ore di cammino. Alcuni di questi villaggi dovranno essere raggiunti con l’elicottero a causa della loro distanza e a causa del fango e le frane che hanno ostruito le strade dopo i terremoti. Gran parte del lavoro nei prossimi giorni sarà destinato ad evitare la diffusione di malattie infettive”.

“Abbiamo sentito storie di sopravvivenza miracolose – conclude Auerbach – purtroppo contrapposte al dolore di aver perso membri della famiglia e amici. Guidare attraverso la città e vedere cumuli di macerie dove la scorsa settimana c’erano templi sacri e monumenti, è incredibile. Ed è incredibile pensare a quanto ci sia da fare in tutto il mondo per prepararsi ad eventi naturali catastrofici. Una delle lezioni da ricordare è quanto sia meglio un mondo mondo incentrato su l’aiuto reciproco che non su conflitti per una posizione dominante”.

Per saperne di più sull’attività dell’Everest ER Team, guarda l’intervista ad Eric Johnson girata nel 2009 da Sara Sottocornola di Montagna.tv al campo base dell’Everest.

http://www.montagna.tv/cms/28952/medico-al-campo-base-delleverest-il-doctor-eric-si-racconta

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