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Recupero a 200 metri sotto terra: racconto e foto dell’addestramento del Soccorso alpino

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SANT’ANNA D’ALFAEDO, Verona – Un intervento in grotta a 200 metri di profondità durato 15 ore. È stato eseguito lo scorso fine settimana da 16 membri del Soccorso alpino veneto stazione di Verona, come addestramento ai difficili recuperi speleologici. Questo il resoconto ufficiale e le foto dell’operazione.

L’allarme che scatta in tarda serata e la necessità di riportare in superficie il ferito, costantemente vigilato dal personale sanitario. Un’esercitazione difficile e realistica quella in cui è stata impegnata il 9 e il 10 maggio la Stazione del Soccorso speleologico di Verona. Scenario dell’addestramento sono stati i Rami del Nonno della Spluga della Preta.

“La squadra si è attivata nel tardo pomeriggio di sabato – spiega il comunicato del Cnsas veneto -, col ritrovo in magazzino, dove è stata preparata tutta l’attrezzatura necessaria, per poi trasferirsi sul Corno d’Aquilio, sulla cui sommità si apre l’imponente abisso. Le operazioni in grotta hanno avuto inizio verso le 21.30 e si sono prolungate tutta la notte e il giorno successivo fino alle 13 circa, quando la barella è stata portata all’esterno alla luce del sole. Il recupero, partito da circa 200 metri di profondità, ha visto l’utilizzo di uno speciale immobilizzatore Ked vericellabile nei due pozzi più profondi, preceduti da strettoie che non permettevano il passaggio della barella. Barella utilizzata poi per effettuare gli 8 recuperi successivi fino all’uscita dall’imponente dolina che caratterizza il pozzo iniziale”.

“L’esercitazione – si legge nel resoconto ufficiale -, che ha tenuto 13 tecnici (più altri 3 di supporto esterno) in grotta per oltre 15 ore, ha contribuito a rafforzare ulteriormente la sinergia tra i tecnici, che hanno operato in condizioni difficili, di notte, come in un intervento reale”.

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1 Comment

  1. Complimenti a questi angeli che si adoperano così attivamente per salvare la vita alle persone.
    Molto spettacolari queste esercitazioni, si meriterebbero di essere filmate e diffuse su internet per far conoscere a tutti la verità del soccorso.

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