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Film, L'approfondimento

Prese Libere: "dietro le quinte" del film sulle falesie lecchesi. Prima il 19 maggio

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LECCO — Falesie, roccia, montagne. E’ qui che si incrociano storia e futuro del territorio lecchese. Ed è l’arrampicata a creare il punto di contatto fra vecchie e nuove generazioni. Ecco cosa racconta il film “Prese Libere” voluto dalla Sezione Cai “Riccardo Cassin” di Lecco, e firmato dalla regista di Nicoletta Favaron, che verrà proiettato in anteprima il prossimo 19 maggio presso la Sala Don Ticozzi in Via Ongania 4 a Lecco, nell’ambito della manifestazione “Monti Sorgenti”.

Il film volge lo sguardo alle falesie con una panoramica delle proposte del territorio. “Queste palestre naturali troppo spesso conosciute solo dai frequentatori locali – spiega Emilio Aldeghi, presidente del CAI Lecco – ma sono destinate, per la loro bellezza, completezza e fruibilità in tutte le stagioni, ad essere un fondamentale catalizzatore di un pubblico internazionale”.

L’appuntamento per la proiezione è il 19 maggio alle ore 21. Il film verrà introdotto da una tavola rotonda sulle falesie lecchesi presentate dai loro chiodatori, tra cui Marco Ballerini, Norberto Riva, Deflino Formenti, Tono Cassin, Luca Passini, sul palco insieme ad altri protagonisti del film. Presenta la serata la giornalista Valentina d’Angella.

La pellicola, della durata di 54 minuti, vede protagonisti un gruppo di giovani tra i 15 e i 16 anni che scalano nei luoghi celebri dell’arrampicata lecchese, scoprendone i segreti sotto la guida di Marco Ballerini, guida alpina e nome noto della montagna lecchese. Guest star del film è Angelika Rainer, stella italiana dell’arrampicata sportiva e testimonial Grivel-Mont Blanc.

“Arrampicare è emozione, istinto, amicizia e fratellanza – spiega la regista Nicoletta Favaron – in fondo è sentimento e cuore. Il film ha uno sguardo che non vuole essere tecnico, ma si propone di andare oltre il gesto atletico per riscoprire la relazione intima tra uomo e natura, tra sport e territorio. Prese libere è un percorso attraverso il quale tre giovani climber si confrontano con le generazioni che li hanno preceduti e con i personaggi che hanno contribuito a creare la storia dell’arrampicata sportiva. Dalla Grignetta al Resegone, dalla falesia di Galbiate alla parete Stoppani i ragazzi scoprono i segreti delle falesie sotto la guida di chi le ha pensate, aperte e curate. Fra i protagonisti personaggi come Stefano Alippi, Giovanni Ratti, Tono Cassin, Norberto Riva, Delfino Formenti, Alessandro Ronchi, Don Agostino. Insomma i climber che hanno contribuito a creare la storia dell’arrampicata sportiva locale”.

“Quando ho salito queste vie sulla parete Stoppani e mi sono voltata – ha detto Angelika Rainer – vedendo il lago, le montagne, la città, sono rimasta senza parole. E’ un luogo splendido per l’arrampicata, sicuramente ci verrò più spesso. La falesia è molto bella, fuori dalla città ma accessibile e con un bel rifugio vicino. Mi sono trovata molto bene a scalare con i ragazzi e sono stata contenta di rivedere Martina, amica delle gare di Coppa Italia. Sono felice di vedere che nel lecchese ci sono ragazzini così forti ad arrampicare. Sono i nuovi talenti del futuro”.

“Finalmente il tema falesie sta trovando spazio anche a Lecco – dice Pietro Corti, esperto di falesie che ha collaborato alla realizzazione del film-. E’ evidente l’importanza che l’arrampicata sportiva può assumere per la fruizione turistica del territorio in chiave outdoor. Luogo di grande bellezza, con una importante tradizione legata alla montagna e all’alpinismo, il comprensorio lecchese ha l’occasione di utilizzare queste risorse per il suo sviluppo. Alcuni se ne stanno accorgendo, e qualche riflettore si è acceso. Uno di questi è l’iniziativa del CAI Lecco, nell’ambito della rassegna Monti Sorgenti 2015, che ha promosso la realizzazione di “Prese libere”. Dedicato ai grandi alpinisti Giorgio e Marco Anghileri, il film è un omaggio al giardino di pietra che circonda la città di Lecco e un riconsoscimento a chi, nel corso di 30anni di entusiasmo (e di fatiche), si è prodigato per farlo vivere … a colpi di trapano”.

“Questo film è importante per trasmettere una realtà preziosa del nostro territorio: le falesie, l’arrampicata sportiva – dice Delfino Formenti, alpinista -. Spero soprattutto che faccia venire ai giovani la voglia di proseguire il nostro lavoro nell’aprire falesie. Abbiamo un patrimonio prezioso: il lecchese non ha niente da invidiare a luoghi più celebri come Arco. Però se ne parla poco. Purtroppo non vedo interesse nei giovani ad aprire o curare le falesie: non c’è ricambio generazionale. Con questo film cerchiamo di trasmettere la passione per questo lavoro, che richiede un po’ di sacrifico ma regala la grande soddisfazione di vedere gli altri divertirsi su qualcosa che hai creato tu”.

Ed è così che nasce un viaggio sulla roccia vera, per conoscerla e scoprire la storia e le emozioni racchiuse nelle montagne dei dintorni, che farà incontrare vecchie e nuove generazioni. Ad un certo punto della pellicola, i ragazzini iniziano ad immaginarsi primi di cordata: e riappare lo spirito esplorativo dei primi apritori di queste vie.

Il racconto fa emergere le meraviglie del territorio lecchese, dove pareti e falesie di ogni “ordine e grado” possono essere trovate a due passi da casa e permettono ai molti appassionati le “scalate del dopolavoro”

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