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Mountain bike: grosso potenziale per il turismo ecosostenibile. Ma servono norme condivise

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SELVA DI VAL GARDENA, Bolzano — La mountain bike è senza dubbio uno strumento per incentivare un turismo ecosostenibile in montagna e in particolare lungo i passi dolomitici. Ma c’è una forte necessità di regolamentazione per la responsabilità in caso di incidenti sui sentieri, e sulla manutenzione degli stessi, che tuteli e accordi gli stakeholder, dai proprietari dei terreni alle amministrazioni comunali, dagli impiantisti agli stessi biker. Di questo si è discusso alla tavola rotonda al Tublà da Nives a Selva Val Gardena tenutasi all’Hero Bike Festival, che ha visto una folta partecipazione, grazie alla presenza di prestigiosi relatori, tra cui i rappresentati delle quattro valli intorno al Sella, personalità politiche ed esperti del settore.

La serata è stata organizzata da Gerhard Vanzi, ideatore della Sellaronda HERO, che ha invitato un pool di esperti a trattare il tema della mountain bike e delle sue più recenti declinazioni (vedasi la e-bike) come un’opportunità per una forma di turismo che sia vicina all’ambiente montano.

In qualità di moderatore Harald Pechlaner dell’Istituto Eurac di Bolzano, da molti anni un attento osservatore della “vitalità” economica in montagna. Nel palco dei relatori l’assessore alla mobilità della Provincia Autonoma di Bolzano Florian Mussner e Cesare Micheletti della Fondazione Dolomiti UNESCO. Al loro fianco anche i rappresentanti delle quattro valli intorno al Sella: Günther Pitscheider – Val Gardena Marketing, Oscar Alfreider – Consorzio Turistico Alta Badia, Michela Lezuo – Consorzio Turistico Arabba Fodom Turismo e Enzo Iori – Apt Val di Fassa. Particolarmente apprezzata la presenza del tedesco Uli Stanciu di BIKE Magazin che è stato tra i primi europei a scoprire la potenzialità turistica della mtb, così come gli interventi intorno al tema della responsabilità dell’avvocato Tommaso Tisot, hanno richiamato l’attenzione dei presenti.

Diversi gli spunti nati dallo scambio di idee degli esperti durato poco meno di due ore davanti ad un folto pubblico sempre attento. È Günther Pitscheider il primo a mostrare grande entusiasmo per il movimento della mountain bike sulle Dolomiti: «La vendita delle mountain bike e delle bici in generale aumenta di anno in anno – ha spiegato il direttore di Val Gardena Marketing – e per incentivare questo tipo di turismo insieme all’Alpe di Siusi abbiamo creato un reticolo di percorsi segnati, con cartine disponibili sia in formato cartaceo che online per permettere ai turisti di godere appieno di questa esperienza».

Oscar Alfreider, del consorzio turistico dell’Alta Badia, racconta invece un piccolo aneddoto del week end scorso, successo durante il Sellaronda Bike Day del giorno prima: «Ero fermo a Passo Gardena quando un ragazzo ha fermato il suo gruppo e ha detto “mi è venuta la pelle d’oca, non ho mai visto un panorama del genere in tutta la mia vita”. Ed è da questa vicenda che dobbiamo fare delle riflessioni – prosegue Alfreider – incentivando il turismo ciclistico, ma senza dimenticare chi si gode queste montagne con l’escursionismo a piedi. È di importanza fondamentale differenziare i sentieri per pedoni e quelli per biker».

Ecco, il tema della convivenza tra appassionati di trekking e passeggiate con quello della mountain bike deve essere affrontato perché non si verifichino incompatibilità tra le due forme di turismo delle Dolomiti.

Anche Michela Lezuo, portavoce di Arabba, evidenzia l’importanza della differenziazione fra i tracciati destinati ai turisti e quelli destinati agli amanti delle ruote grasse, ma mette in luce anche un nuovo aspetto legato al turismo in mountain bike: «Dal punto di vista comunicativo la mountain bike sta dando una grossa mano all’immagine della montagna, svecchiando un turismo che nell’immaginario collettivo è “anziano”, regalandogli un’aurea “cool”, destinata a richiamare anche le fasce più giovani che durante l’estate preferivano altre mete».

Enzo Iori, in rappresentanza dell’Apt Val di Fassa mette in risalto la nuova “fetta di mercato” che la mountain bike sta regalando alle Dolomiti: «Con la Südtirol Sellaronda HERO attiriamo i top biker di tutto il mondo, ma l’intuizione di Gerhard Vanzi non finisce qui, e grazie ai Sellaronda MTB Tour e alla naturale integrazione tra mountain bike e impianti di risalita siamo in grado di attirare anche i “non eroi”». Iori infine sottolinea un aspetto che diventarà sempre più protagonista in futuro: «Attenzione al fenomeno e-bike: sono bici da fuoristrada che permettono anche a chi possiede un livello medio-basso di esperienza di godersi le nostre montagne a bordo di una due ruote».

La parola è poi passata all’autorità politica, ovvero all’assessore bolzanino Florian Mussner, che dopo i ringraziamenti a Gerhard Vanzi per i nove giorni dell’HERO Bike Festival, ha parlato degli impegni futuri: «E’ importante che i percorsi di mountain bike vengano regolamentati, e ci stiamo muovendo in questa direzione tra mille difficoltà normative di tre province, Bolzano, Trento e Belluno – sottolinea Mussner – non dimenticando che nella nostra provincia tutto questo deve essere integrato nel nostro ecosistema dove stiamo incentivando anche l’utilizzo di mezzi elettrici e a idrogeno, che saranno il futuro della mobilità sulle Dolomiti».

Cesare Micheletti, della fondazione Dolomiti UNESCO, suggerisce che le Dolomiti diventino un laboratorio dove sviluppare una proposta integrata: «magari ragionando in senso longitudinale – commenta il responsabile della fondazione – poiché la tendenza è quella di sviluppare percorsi da nord a sud, ma siamo convinti che il futuro sia quello di collegare tutto l’arco dolomitico da est a ovest, dal Friuli al Brenta, per valorizzare appieno il territorio e ragionare su un’esperienza itinerante».

Tutti i relatori però si sono trovati d’accordo sulla la necessità di una regolamentazione per la responsabilità in caso di incidenti sui sentieri, e sulla manutenzione degli stessi. L’avvocato Tommaso Tisot: «A differenza di quanto avviene in inverno, dove il responsabile del terreno, cioè della pista da sci, è il gestore dell’impianto di risalita, in estate la cosa si complica – prosegue l’avvocato – perché al momento non esiste una normativa atta a regolamentare la responsabilità dei biker e dei proprietari dei terreni su cui si sviluppano i percorsi». E in conclusione lancia un appello: «Se non si interviene alla svelta si rischia che la legge venga scritta in tribunale con una sentenza, e sappiamo che prevenire sia meglio che curare».

Preziosi gli interventi di Uli Stanciu, della rivista tedesca BIKE Magazin, da trent’anni profondo conoscitore del legame tra mtb e turismo, che ha azzardato, in maniera piuttosto convinta, un’ipotesi sul futuro: «Sappiamo che ormai la mountain bike in Germania ha raggiunto un punto di maturità nel suo ciclo di vita, e non avremo un numero maggiore di praticanti nel prossimo futuro, ma riteniamo che vi siano formule diverse di praticare la disciplina – commenta l’esperto dalla Germania – come per esempio il forte potenziale dell’e-bike». In particolare Stanciu riporta alcuni numeri significativi: «In Germania abbiamo 3 milioni e mezzo di ciclisti da strada e altrettanti praticanti di mtb, la cui somma rappresenta un numero superiore a quello degli sciatori – aggiunge Stanciu – e tra loro sta crescendo la propensione ad una vacanza in bicicletta, dove naturalmente la mountain bike ha il suo peso importante anche grazie alla versione con pedalata assistita».

Secondo Stanciu il mercato della mountain bike classica è destinato a saturarsi, mentre per le bici elettriche è previsto un forte incremento nei prossimi anni. Perché? «Semplice: con la e-bike si può andare più in alto, più lontano, più veloce e su sentieri più ripidi facendo sempre lo stesso sforzo, addirittura in modo più salutare. Tutti hanno l’opportunità di godersi paesaggi magnifici decidendo quanta fatica fare, senza inquinare e stando a contatto della natura».

La via sembra quindi segnata, ma per sostenere lo sviluppo turistico della mountain bike in tutte le sue forme, come strumento di un “soggiorno” ecosostenibile è necessario che ci si sieda intorno ad un tavolo e si disegni una legislazione che regolamenti la pratica della mountain bike in montagna.
Tutti i relatori sono concordi nel voler studiare insieme come creare le condizioni per un turismo in mountain bike nelle Dolomiti.

Il programma completo ed ulteriori informazioni sono a disposizione su www.sellarondahero.bike

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