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Orso, raccolta firme per lo spray anti-aggressioni. Il Wwf: strumento valido, ma richiede norme precise

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TRENTO – In queste settimane è partita, in Lombardia e in Trentino, una raccolta firme per chiedere al Ministero dell’Interno di legalizzare la vendita dello spray al peperoncino contro eventuali aggressioni di orsi nei boschi. A promuoverla, siti web e gruppi di cittadini coordinati da un avvocato e un professore universitario. Subito la risposta del Wwf: “non siamo contrari, ma servono norme e informazioni precise”.

Potrebbe quindi essere lo spray al peperoncino la soluzione – condivisa – al problema degli incontri fortuiti e potenzialmente pericolosi con gli orsi sulle nostre montagne. Nell’ultimo anno quattro persone sono state aggredite dall’orso in Trentino, l’ultima molto grave. In Lombardia si è registrata infatti la presenza di diversi plantigradi nelle provincie di Brescia, Sondrio, Bergamo e Lecco, che hanno ucciso animali domestici ma possono arrecare danno anche alle persone.

“Crediamo non si possa più pretendere che la gente vada in montagna inerme o armata solo di campanellini. La soluzione c’è e si chiama spray al peperoncino anti-orso, di dimostrata efficacia e largamente utilizzato negli Stati Uniti, in Canada e in altre parti del mondo – ha detto l’avvocato Mario Giuliano, uno dei promotori dell’iniziativa, al Trentino Corriere Alpi -. Tecnicamente è una cosiddetta arma non letale che causa solo un’irritazione temporanea e nessun danno permanente. In tal modo saranno salvaguardati anche gli animali. Attualmente lo spray al peperoncino è di libera vendita solo nei flaconcini anti-stupro, inefficaci per capacità e gittata nei confronti di un orso. La nostra petizione sarà scaricabile dai siti www.orsotrentino.blogspot.it e www.ruralpini.it”.

Il WWF ha fatto sapere tramite un comunicato che non è pregiudizialmente contrario all’utilizzo dello spray anti – orso a scopi anti aggressione, sistema che in altri contesti ha dato risultati positivi in termini di accettazione e di senso di sicurezza da parte della popolazione. Il WWF tuttavia rileva come tutte le situazioni dove lo spray è utilizzato, sia europee sia americane, riguardano densità enormemente superiori di orsi e moltissimi casi di aggressione alle spalle, con vittime. Spesso riguarda anche altre forme di orso.

“In Italia esiste inoltre un problema legale – sottolinea poi il Wwf -. Dosi e tipologia efficaci contro un orso avrebbero caratteristiche al momento in contrasto con la normativa italiana. Il punto è, chiaramente, che in quanto arma potrebbe essere usata impropriamente da chi la detiene. L’eventuale soluzione dei problemi autorizzativi non prescinde dunque dalla necessità di informazioni, di buone pratiche e di comportamenti adeguati da parte dei frequentatori di certe aree, che resta la prima misura da adottare. Potrebbe eventualmente essere dato in dotazione a chi in montagna lavora, previo corso di formazione”.
Attenzione poi agli effetti collaterali: “Il suo utilizzo improprio contro un orso in uno stato non aggressivo, può scatenare l’aggressività dell’orso, come è intuibile” avverte il Wwf.

In conclusione, il Wwf non tralascia una nota ironica: “ci chiediamo con che animali usarlo, perché non il cinghiale (visto che ci sono decine di aggressioni ogni anno) o la vacca (4 aggressioni contro turisti l’anno scorso sulle Alpi) o i cani vaganti (centinaia di aggressione ogni anno, con vittime)? Il WWF è pertanto disponibile a un confronto che eviti le vie semplicistiche. Gli uffici legali dell’associazione sono a disposizione per studiare la fattibilità di questo strumento e i colleghi che lavorano in Slovenia per un parere su utilizzo e regolamentazione”.

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