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"A spasso con Luisa": successo per i trapiantati sulle Orobie

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BERGAMO — Sette escursioni su e giù per le montagne bergamasche, compreso un intero fine settimana nello splendido scenario dei Laghi Gemelli. Si è conclusa così la prima edizione del programma di trekking sulle Orobie bergamasche “A spasso con Luisa”, organizzato dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il Cai di Bergamo, che ha visto protagonisti 13 trapiantati (10 trapiantati di fegato, 2 di rene e uno di cuore), accompagnati da familiari, medici e infermieri della commissione medica del CAI.

Le escursioni erano iniziate lo scorso 12 aprile al Pizzo Formico e al rifugio Parafulmine e si sono concluse il 27 e 28 giugno con il weekend ai Laghi Gemelli, passando per il Canto Alto, il rifugio Gherardi e il monte Sodadura, il Rifugio Alpe Corte e il Passo Branchino, la Baita Golla e il Rifugio Albani.

L’esperienza verrà ripercorsa in una serata speciale che si terrà venerdì 3 luglio alle 18 alla Domus Bergamo, spazio espositivo del “Fuori Expo 2015” in Piazza Dante. Alla serata interverranno Mariangelo Cossolini, responsabile del Coordinamento donazione e trapianto della provincia di Bergamo, Giacomo Poggioli, responsabile della Medicina dello sport dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII che spiegherà il perché di questo progetto, Maria Simonetta Spada, responsabile della Psicologia clinica dell’Ospedale di Bergamo, Silvio Calvi, past president CAI, trapiantato di fegato e guida durante le escursioni, e alcuni trapiantati che hanno scarpinato sulle Orobie che porteranno la loro testimonianza.

Il progetto fa parte del protocollo di ricerca “Trapianto e adesso sport” promosso dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con l’Istituto Superiore di sanità e con le associazioni dei pazienti trapiantati, dove il Centro di Medicina dello Sport dell’Ospedale Papa Giovanni è stato identificato come centro di riferimento per la Regione Lombardia.

Lo studio nasce dal presupposto che i pazienti trapiantati presentano un rischio aumentato di andare incontro a patologie cardiovascolari, favorite dalle accentuate alterazioni del metabolismo indotte dalle terapie antirigetto. Scopo dello studio è proprio quello di capire se la pratica costante di certi esercizi e determinati programmi di allenamento possano essere considerati delle vere e proprie terapie, capaci di tenere sotto controllo lo sviluppo del grasso corporeo e di favorire la ripresa psico-fisica del paziente trapiantato, con effetti positivi sulla sopravvivenza dell’organo.

“L’idea è nata anche dalla volontà di ricordare Luisa Savoldelli, trapiantata di fegato e grande appassionata di montagna che, anche dopo i numerosi interventi subiti, non ha mai
Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII – Piazza OMS, 1 24127 Bergamo – Tel. 035.267111 www.hpg23.it smesso di apprezzare i panorami orobici in compagnia di amici e familiari – spiega Mariangelo Cossolini, responsabile del Coordinamento e prelievo di organi e tessuti dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Attendiamo i risultati clinici e scientifici del lavoro svolto, ma già da ora possiamo dire che è stata un’esperienza molto positiva, che ha appassionato tutti i partecipanti”.

I risultati del progetto “A spasso con Luisa” verranno valutati dal Centro di Medicina dello Sport, a cui sono state affidate le verifiche necessarie a misurare il miglioramento dello stato di salute dei trapiantati grazie all’attività sportiva, e dalla Psicologia clinica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che si sta invece occupando della valutazione dello stato psicofisico dei partecipanti.

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