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Valmasino, alpinista precipita sul Cengalo. Altri incidenti nel weekend

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VALMASINO, Sondrio — Era primo di cordata, poi a un certo punto è scivolato ma indossava il casco, che lo ha protetto durante la caduta: è finito in ospedale per trauma cranico e contusioni multiple un ragazzo di 29 anni di Buglio in Monte (Sondrio), caduto oggi, domenica 12 luglio 2015, verso mezzogiorno, mentre arrampicava con un amico lungo la via “Dalai Lama”, sul Pizzo Cengalo.

Sul posto l’eliambulanza, per il recupero con il verricello, e i tecnici Cnsas della Valtellina Valchiavenna. Recuperato illeso anche il compagno alpinista, un ragazzo di Piateda, lasciato al rifugio Gianetti.

In montagna il rischio zero non esiste ma alcuni comportamenti contribuiscono a limitarlo, come avere sempre un equipaggiamento adatto, per calzature, protezioni, abbigliamento. Altre informazioni sulla prevenzione degli infortuni sono pubblicate sul sito www.sicurinmontagna.it.

Il weekend ha visto diversi incidenti in Valmasino. Sabato due escursionisti, un uomo di 60 anni e una donna di 50, di Biassono (MB), sono stati recuperati dal soccorso perchè non riuscivano più a rientrare: stavano scendendo dal sentiero che passa dal rifugio Omio, attraverso la Val Merdarola, in un’area caratterizzata da placche e punti scoscesi.

“Dopo ripetuti tentativi e passaggi, hanno preferito non rischiare oltre e chiamare il 112 – riferisce il cnsas -. E’ partito l’allertamento per i tecnici CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, che hanno individuato il posto in cui i due escursionisti erano bloccati, in un’area boscosa e difficile da raggiungere, a circa 1900 metri di altitudine. Sul posto anche l’eliambulanza, che li ha recuperati e riportati a valle. Non è la prima volta che in quel tratto gli escursionisti restano bloccati, perché perdono l’orientamento e non riescono più a interpretare i segnali visivi che tracciano la via del ritorno. In questo caso, grazie anche al fatto di avere potuto utilizzare il telefonino per chiedere aiuto, cosa non sempre possibile in montagna, la richiesta di soccorso è partita durante le ultime ore di luce e l’intervento si è potuto concludere in tempi brevi e senza conseguenze per la loro incolumità. Quando la situazione diventa ingestibile, è meglio infatti non esitare troppo a lungo e contattare il 112”.

Sempre sabato è stata soccorsa un’alpinista infortunata sul Picco Luigi Amedeo, in Alta Val Torrone, lungo la Via “Taldo Nusdeo”. Con il compagno (sono entrambi valdostani) stava scalando la parete ed era prima di cordata; a un certo punto è scivolata e ha riportato la lussazione di una spalla. L’uomo è comunque riuscito a calarla fino alla base della parete e poi è sceso in Val di Mello, al rifugio Rasiga, per chiedere soccorso.

Domenica l’elicottero da Bergamo e i tecnici della Stazione di Valmasino del CNSAS hanno recuperato una ragazza di 23 anni, di nazionalità colombiana, studentessa a Milano, che stava arrampicando con un gruppo di amici nella zona del Sasso Remenno. “E’ scivolata per pochi metri ma non indossava il casco di protezione: ha battuto la testa e ha riportato alcune ferite, con trauma cranico. L’eliambulanza, partita da Bergamo perché nella zona di Sondrio il mezzo era già impegnato in altre operazioni, l’ha trasportata all’ospedale Giovanni XXIII del capoluogo orobico” riferisce il Cnsas.

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