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Juanito Oiarzabal: sono a rischio edema, se capita rinuncio ai "bissare" i 14 ottomila

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MADRID, Spagna — “La salita al Broad Peak è una prova. Se ricado in un edema polmonare, rinuncio al progetto di scalare due volte tutti i 14 ottomila”. Così ha parlato Juanito Oiarzabal, il veterano basco che dopo due anni e mezzo di lontananza dall’Himalaya, per motivi di salute dopo aver rischiato la vita a causa di un edema polmonare, ha deciso di ritornare sugli ottomila per concludere il progetto, mai realizzato prima, di scalarli tutti due volte.

Oiarzabal si è “confessato” con il quotidiano spagnolo Desnivel. “Due anni e mezzo fa, dopo essere scesi dallo Shisha Pangma – ha spiegato Oiarzabal – dove ho bivaccato sotto la vetta, ho riportato congelamenti e gli esami medici hano dimostrato una disfunzione circolatoria che mi ha prodotto questi edemi sia al Manaslu che allo Shisha. Tutto deriva dalla situazione vissuta sul Lhotse dove ho sofferto di embolia polmonare. Ora i medici hanno stabilito che io sono in grado di tornare in Himalaya e le montagne di 8000 metri. Ma cerco di stare attento, perché mi hanno detto che potrebbe ricapitarmi un edema polmonare. Questa è una prova: se riesco a scalare il Broad Peak senza problemi, continuo con il progetto, altrimenti gli dirò addio”.

Attualmente Oiarzabal si trova al Broad Peak (8.047 metri) con Alberto Zerain: i due sono stati fermi al campo base diversi giorni per maltempo ma ora stanno salendo per attrezzare il campo 3, a 7200 metri. Dopodichè scenderanno e attaccheranno la vetta alla prima finestra di bel tempo.

L’alpinista basco, classe 1956, ha salito il suo primo ottomila, il Cho Oyu, nel 1985. Li ha scalati tutti e 14 senza ossigeno, ma non si è fermato. In totale ha già collezionato 26 vette che superano i 8000 metri. Nel 2009 ha intrapreso il progetto “2x14x8000” per ripeterli tutti una seconda volta. “Si tratta di un progetto personale, molto mio – ha spiegato a Desnivel -. Se sarò in grado di finirlo avrò fatto qualcosa di unico al mondo”.

Due anni e mezzo fa ha però dovuto interromperlo, dopo aver sofferto di edema e ictus nelle ultime spedizioni. Gliene mancano solo quattro (Broad Peak e Nanga Parbat in Pakistan, Dhaulagiri in Nepal e Shisha Pangma in Tibet). Adesso pare che i medici gli abbiano dato il via libera per tornare in spedizione.

Oiarzabal ha anche spiegato che nel salire 2 volte un ottomila c’è una differenza enorme: “l’esperienza, il desiderio, l’illusione, la forza fisica, la formazione, la mentalità. Ora poi con l’esperienza degli edemi, sono più cauto ma fiducioso di poter salire senza paura. Il Broad Peak è una montagna, almeno fino a campo 3, per niente tecnica e molto bella”.

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