• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Natura, Primo Piano

Una "Cattedrale Vegetale" a Oltre il Colle

cattedrale-tre-300x200.jpg
BERGAMO — Un monumento fatto di 5 navate, 42 colonne, 1800 pali di abete e 600 rami di castagno. Una vera e propria cattedrale, che alza verso il cielo i suoi pinnacoli senza un grammo di cemento. La “cattedrale vegetale” sarà presentata ufficialmente giovedì 23 luglio: è una struttura interamente costruita in materiale vegetale locale, realizzata su un dosso isolato lungo la salita per il Pizzo Arera e circondata da una cortina naturale di alberi.
La cattedrale è stata costruita secondo l’antica arte dell’intreccio, che prevede l’uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde. Tutti materiali utilizzati secondo le libere e articolate manipolazioni creative dei tempi passati, nel rispetto del ciclo naturale e econaturale di nascita, rigoglio e marcescenza.
E’ il simbolo del progetto Monte Arera, un progetto voluto dal Parco delle Orobie Bergamasche, dai Comuni di Oltre il colle, Roncobello e Ardesio. Il progetto si propone di rilanciare e di valorizzare la ricchezza e l’unicità delle specie vegetali alpine che crescono nel Parco e sui crinali delle Orobie Bergamasche.
Giovedì 23 Luglio presso la Domus Bergamo Wine di Piazza Dante (BG) alle ore 11:30 si svolgerà la conferenza stampa a titolo: “La Cattedrale Vegetale di Oltre il Colle, un luogo dell’anima e della bellezza che vuole parlare al mondo”.
Esistono altre due cattedrali vegetali. La prima si trova in Val Sella, a Malga Costa, fatta di alberi di carpino e realizzata nel 2001 (misure: 82 metri per 15, 12 metri altezza, 1230 metri quadri). La seconda, in alberi di quercia, sorgerà a maggio 2015 a Lodi, lungo l’Adda, in occasione dell’Expo (misure: 5 navate, 180 colonne, lunga 70 metri, larga 22, alta 20).
L’idea artistica nasce da Giuliano Mauri (Lodi Vecchio 1938 – 2009) che è stato il più importante esponente italiano della land art, sia a livello europeo che internazionale. I suoi lavori sono stati apprezzati dalla critica e dal pubblico per la sua visione di una presenza umana inserita nel paesaggio e partecipe del ciclo naturale degli elementi. Le sue opere più famose sono i “Mulini”, la “Scala del Paradiso”, il bosco sull’isola alla sorgente del Tormo e gli osservatori estimativi a Gorlitz (Germania) e a Sgorzelec (Polonia).

Related Post

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *