• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Cronaca nera, Primo Piano

Caso Hosquet, la valanga non fu provocata dai tecnici ma dall'eliski

hos-300x169.jpg

AOSTA — Non furono i tecnici a provocare il distacco della  valanga, bensì le ripetute discese di sciatori portati in vetta con l’elicottero, quindi l’eliski.  Stefano Pivot, dipendente regionale dell’Ufficio valanghe, difeso dall’avv. Renzo Cocchi, Vincenzo Sappa (avv. Federico Parini) e Antonello Giuseppe (avv. Massimiliano Sciulli), che il 6 febbraio 2014 erano impegnati in operazioni di rilevamento della stabilità del manto nevoso nella Conca di Cheneil, non provocarono il distacco della valanga che travolse e uccise la guida alpina Simona Hosquet.

Con ordinanza in data 11 agosto 2015 il GIP Maurizio D’Abrusco ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico dei tre tecnici, indagati per omicidio e valanga colposi.

Dal provvedimento del Giudice, pronunciato sul mancato accoglimento dell’opposizione alla richiesta di archiviazione del PM Pasquale Longarini, formulata sulla base della perizia d’ufficio svolta dal cap. Renato Cresta, nonché degli altri atti di indagine, emerge chiaramente che i rilievi effettuati dai tecnici non hanno avuto incidenza causale sulla dinamica della valanga e che la presenza degli indagati sul luogo non ha rappresentato un sovraccarico del manto nevoso.

Per contro, la causa dell’evento è stata individuata nella intensa e ripetuta attività (45 passaggi) degli sciatori che fino alla tarda mattinata del giorno dell’incidente furono portati sulla cresta in elicottero e condotti a valle dalle guide alpine, nonostante il rischio valanghe diramato dal bollettino regionale valanghe fosse, per quel giorno, di grado 3, marcato su un massimo di 5.

Nonostante le condizioni ambientali palesemente riconoscibili (pendio molto ripido e presenza di “cornici” di neve, indice di pericolo latente) l’attività delle guide e degli sciatori è tuttavia proseguita fino al momento del distacco della valanga. Proprio tale attività, effettuata, secondo le valutazioni del perito d’ufficio, fatte proprie dal GIP nel provvedimento di archiviazione, con eccessiva disinvoltura, sarebbe dunque stata all’origine dell’alterazione della stabilità del manto nevoso tala da provocare le fratture dalle quali si è propagata la valanga.

Archiviata la posizione dei tecnici, l’attenzione della Procura è ora incentrata proprio su quest’ultimo aspetto; risulta infatti aperto un distinto procedimento penale per l’accertamento di ulteriori responsabilità, riconducibili alla sfera degli organizzatori dell’attività di eliski.

(Fonte Comunicato Stampa)

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *