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Messner stronca il film “Everest”: non può raccontare la montagna

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BOLZANO — “Non può raccontare la realtà: è stato girato su una pista da sci”. Non usa mezzi termini Reinhold Messner per commentare l’uscita del kolossal britannico “Everest” che aprirà il Festival di Venezia. Il film arriverà nelle sale italiane a fine settembre.

L’alpinista altoatesino, primo uomo ad aver scalato i 14 ottomila senza ossigeno, si è dichiarato “scettico” riguardo all’attesissimo film basato sulla storia vera della tragica bufera del 1996 raccontata nel bestseller “Aria Sottile” di Jon Krakauer.

Un po’ come criticare Apollo 13 per non essere stato girato sulla Luna? Forse. Ma il film non ha pretese di essere un documentario, genere a cui è più avvezzo chi ama il cinema di montagna e i suoi festival. E’ un film a soggetto che avrà certamente il grande pregio di portare l’alpinismo, l’Everest, la montagna al grande pubblico.

Ma Messner, che racconta di aver visto le riprese in Val Senales, non crede che una pellicola del genere possa trasmettere l’alpinismo nella sua giusta dimensione. “Cosa può far vedere della mancanza di ossigeno, dell’alta quota? – ha detto Messner al cinemagazine 4Uik -. Niente. E’ stato girato al massimo a 2500 metri. Sarà un tipico film di Hollywood, dove l’Everest è solo palcoscenico”.

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