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Everest, rinuncia il giapponese che tentava la cima da solo

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KATHMANDU, Nepal — Voleva essere il primo a raggiungere il Tetto del Mondo dopo il terremoto. E voleva farlo da solo e senza ossigeno. Ma è andata male al giapponese Nobukazu Kuriki, che ha dovuto rinunciare al tentativo per le cattive condizioni della montagna.

Secondo quanto riferito dalle agenzie, Kuriki ha rinunciato a 700 metri dalla cima. “Non sarei tornato vivo se avessi proseguito – ha detto l’alpinista su Twitter – per i venti forti e la grande quantità di neve”.

Kuriki, 33 anni, tre anni fa aveva perso otto dita delle mani e un pollice per un grave congelamento patito proprio sull’Everest: aveva trascorso due giorni in una truna a 8.230 metri di quota, con temperature intorno ai 20 gradi sottozero.

Secondo quanto riferito dalla stampa, alpinisti e guide sherpa avevano impiegato settimane per riattrezzare la salita, anche se a tentare era soltanto per Kuriki: speravano che il suo eventuale successo facesse sapere al mondo che il Nepal era pronto per ripartire con il turismo e le spedizioni.

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