• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Politica, Primo Piano

"I parchi nazionali sono allo sbando": gli ambientalisti fanno appello al Ministro

parco-nazionale-del-gran-paradiso-300x225.jpg

MILANO — Metà dei parchi nazionali italiani, 12 su 24, sono in condizione precaria: tre sono commissariati, nove sono senza presidenti, consigli direttivi o direttori, e uno, il parco storico dello Stelvio istituito 80 anni fa, è degradato e tripartito tra le Province autonome di Trento e Bolzano e la Regione Lombardia. Una situazione insostenibile, secondo nove associazioni ambientaliste, tra cui il Club alpino italiano, che hanno scritto al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti chiedendo un intervento per ripristinare la piena funzionalità degli enti parco e definire obiettivi e azioni comuni a tutela della biodiversità sul territorio nazionale.

I parchi nazionali del Cilento, del Vesuvio e della Sila sono da quasi due anni commissariati e privi di una guida autorevole e legittimata dal sostegno di un Consiglio direttivo inesistente al momento. I parchi nazionali della Val Grande, Dolomiti Bellunesi e Gran Sasso sono senza un presidente, ma retti dai vicepresidenti espressione delle comunità locali. I parchi nazionali di Cilento, Vesuvio, Sila, Pollino, Alta Murgia e Cinque Terre mancano di consigli direttivi. I parchi nazionali della Majella, l’Alta Murgia, Circeo, Pollino e il Gargano non hanno i direttori, ma sono retti da “facenti funzione” senza i titoli previsti dalla legge.

“C’è un deficit di governance nei parchi nazionali che deve vedere un’azione immediata del Ministero dell’Ambiente – denunciano le associazioni -, per mettere tutti gli Enti parco nelle condizioni di poter operare a pieno campo sulla base degli strumenti di pianificazione e di programmazione che hanno a disposizione in un rapporto proficuo con il territorio e la cittadinanza.

Le associazioni chiedono inoltre di procedere alla nomine dei presidenti individuando figure di alto profilo che soddisfino il criterio della competenza e di indicare obiettivi omogenei di tutela della biodiversità validi per i parchi nazionali su tutto il territorio, come indicato da circolari nazionali e normative europee.

Related Post

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *