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Premio Marcello Meroni: ecco i vincitori

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MILANO — Annalisa Fioretti (categoria solidarietà), Elio Guastalli (categoria cultura), Mountain Wilderness-Italia (categoria ambiente), Ivo Ferrari (categoria alpinismo) e Giuseppe Masera (menzione speciale). Ecco i vincitori dell’ottava edizione del Premio “Marcello Meroni”, che sarà assegnato il 14 novembre alle ore 16 durante un evento condotto da Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagna, presso la Sala Alessi a Palazzo Marino in piazza della Scala a Milano.

Il Premio Meroni è unico nel suo genere: viene attribuito alle persone, o gruppi di persone, che si sono particolarmente prodigate, con discrezione, dedizione e in modo volontaristico, per la difesa e la promozione della montagna nel campo dell’ambiente, della cultura, dell’alpinismo e della solidarietà.

Nel corso della cerimonia, che verrà condotta dal giornalista Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagne, verrà consegnata a ciascun vincitore una targa al merito. Anche quest’anno, il pubblico presente in sala sarà chiamato a votare, scegliendo tra i vincitori il personaggio preferito, che riceverà in premio abbigliamento intimo tecnico sportivo Liod. Alla premiazione parteciperà anche il Presidente Generale del Cai.

La VIII edizione del premio intitolato alla memoria di “Marcello Meroni” è promosso dalla Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della Sezione SEM del CAI con il consenso e il sostegno della famiglia di Marcello e con il patrocinio della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, del CRUSM dell’Università Statale di Milano, del Comune di Milano e del Consiglio di Zona 1 del Comune di Milano.

Tutte le persone interessate a incontrare i premiati sono invitate a partecipare all’evento, a ingresso libero, per poter conoscere dal vivo coloro che rappresentano un bell’esempio da seguire, che testimoniano valori positivi ben radicati e meritevoli di essere valorizzati.

 

 

Un dettaglio dei vincitori:

ANNALISA FIORETTI (CATEGORIA SOLIDARIETA’)
Annalisa Fioretti, nata a Milano nel 1977, medico, mamma e alpinista non professionista, dal 2003 si divide tra la famiglia, il lavoro e le spedizioni in Himalaya e Karakorum. Nel 2011 mentre scala il Gasherbrum II (8035m) partecipa a due soccorsi a 6200m, portando in salvo un pakistano colpito da edema polmonare d’alta quota e un inglese caduto in un crepaccio. Nel 2012 in Pakistan per scalare il Gasherbrum I (8068m) e cercare il corpo dell’amico Gerfried Goschl, incontra Greg Mortenson e la piccola Sakina, bimba con una severa cardiopatia, che riesce, grazie a una cordata di solidarietà, a portare in Italia per essere operata. Nel 2013 raggiunge gli 8450m del Kangchenjunga (8586m) senza ossigeno e riesce a portare salvi al campo base quattro persone in difficoltà sopra i 7500m. Nel 2015 mentre si trova al CB Everest per scalare il Lhotse (8516m) viene colpita dalla valanga staccatasi dal Pumori a seguito del terremoto di 7.8 gradi della scala Richter. Gestisce per ore assieme a un collega straniero la maxi emergenza al CB. I giorni successivi arriva a Kathmandu dove si ferma assieme a due amici in villaggi sperduti e non ancora raggiunti da nessuna organizzazione umanitaria, visitando centinaia di persone in pochi giorni. Nel corso dell’ultimo anno si è prodigata in innumerevoli iniziative a favore del Nepal.

ELIO GUASTALLI (CATEGORIA CULTURA)
Elio Guastalli, insegnante si è distinto per la sua grande passione per la montagna e il suo mettersi a servizio della stessa e della comunità attraverso il suo impegno all’interno del CAI, non solo come istruttore di alpinismo ma attraverso diverse attività del Soccorso Alpino e Speleologico del CAI. Guastalli è Responsabile del Soccorso alpino di Pavia e dell’Oltrepò e dal 1994 è membro del Centro studi materiali e tecniche del Cai. Ammirevole è la sua dedizione e il suo impegno nel campo della prevenzione degli incidenti: è responsabile e curatore del progetto “SICURI IN MONTAGNA” del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Il progetto nato nel 1999, è ora un progetto nazionale volto a promuovere la prevenzione in tante attività praticate in montagna: l’escursionismo su sentieri, l’arrampicata in falesia, la ricerca di funghi, l’attività sulla neve e le ferrate. La Sua è una vita dedicata a favore del miglioramento. Per questo cura dispense e organizza eventi dedicati alla prevenzione con la partecipazione di tecnici del Soccorso alpino, accompagnatori d’escursionismo e d’alpinismo giovanile, istruttori di alpinismo e scialpinismo, guide alpine, sezioni e commissioni tecniche CAI, rappresentanti di enti e associazioni.

ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA MOUNTAIN WILDERNESS-ITALIA (CATEGORIA AMBIENTE)
Mountain Wilderness Italia è un movimento ambientalista internazionale nato nel 1987 per rispondere con efficacia e tempestività alla pressante domanda di aiuto che le montagne sembrano rivolgere a tutti coloro che le amano davvero. Mountain Wilderness annovera tra i suoi soci molti dei più famosi alpinisti al mondo, ma non si tratta di un club elitario. Anzi. L’associazione vive ed opera grazie al coinvolgimento entusiasta di tanti appassionati di alpinismo, escursionismo e amanti della natura. Sono costoro che permettono a Mountain Wilderness di portare avanti, senza compromessi le lotte per difendere i grandi spazi della montagna. Gli attivisti di Mountain Wilderness non temono di ricorrere, quando necessario, anche ad azioni spettacolari e provocatorie, consapevoli che solo riconquistando la capacità di indignarsi e di non accettare il fatto compiuto, sarà possibile conservare e tramandare alle prossime generazioni l’immenso patrimonio che le montagne del mondo da sempre ci offrono.

IVO FERRARI (CATEGORIA ALPINISMO)
Alpinista bergamasco di chiara fama, pratica con discrezione un alpinismo di ricerca nelle nostre montagne. Nato a Treviglio nel 1968. Accademico del CAI ha al suo attivo un notevole numero di prime salite e prime ripetizioni su roccia e su ghiaccio. Invernali, solitarie, prime ripetizioni, spedizioni, le montagne lecchesi, le Alpi, le Dolomiti. Tante le sue scalate, spesso sulle tracce lasciate da molti grandi. Un fascino particolare esercita su di lui anche l’alpinismo invernale, oltre che quello solitario, entrambe discipline nelle quali è oggi conosciuto come uno degli alpinisti italiani più prolifici. Per il suo alpinismo ha ricevuto il Premio Pelmo d’Oro e il Premio Marco Dalla Longa. Appassionato di montagna in tutti i suoi aspetti, coltiva una profonda passione per la letteratura di montagna e la storia dell’alpinismo. Sulla montagna dice che per lui non esiste bello o brutto, buono o friabile, ma è tutto bello, perché puoi andare e quello è ciò che conta, quella libertà che ti senti dentro. Sì, sul friabile ti devi fare leggero, ma è bello, così sul ghiaccio, su qualsiasi terreno. Quando hai voglia e vuoi andare e ti muovi a piacimento in libertà: quello è bello, è la passione che ti senti esplodere dentro.

GIUSEPPE MASERA (MENZIONE SPECIALE)
Già Primario del reparto di pediatria e oncologia pediatrica dell’Ospedale S. Gerardo di Monza, da lui diretto sin dalla sua apertura nel 1983. Il Prof. Masera si è adoperato nella realizzazione del progetto “A ciascuno il suo Everest”, che da oltre 10 anni prevede l’avvicinamento alla montagna di bambini colpiti da leucemia e curati presso il reparto di onco-ematologia pediatrica del S. Gerardo di Monza. Il progetto prevede l’accompagnamento, con l’aiuto delle Guide Alpine della valle, sulle montagne e nei rifugi dell’alta Valle Camonica dei ragazzi che, guariti o in remissione dalla malattia, possono gioire e meravigliarsi a contatto con la montagna e provare grande soddisfazione nel trovarsi in situazioni che mai avrebbero immaginato nei momenti bui della malattia.
Un messaggio di speranza per tutti.

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