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Wmo: gas serra a livelli record, il Cop 21 dia risposte concrete

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GINEVRA, Svizzera — Nuovo allarme per il riscaldamento climatico. Secondo il board della World Meteorological Organization, tra il 1990 e il 2014 c’è stato un aumento record del “forcing radiativo” ossia l’effetto del riscaldamento sul clima causato dai gas serra generati da attività industriali, agricole e domestiche. Urgono risposte concrete a livello internazionale, e gli occhi sono puntati sulla Cop21 (Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici organizzata dalle Nazioni Unite) in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre.

“Ogni anno segnaliamo un nuovo record e diciamo che il tempo sta per scadere – ha dichiarato il Segretario generale della Wmo Michel Jarraud -. Dobbiamo agire ora per tagliare le emissioni di gas serra, se vogliamo avere la possibilità di mantenere l’aumento della temperatura a livelli gestibili”.

Il bollettino sui gas serra della Wmo dice anche che nei primi mesi del 2015 l’anidride carbonica nell’aria ha raggiunto livelli troppo alti, superiori del 43 per cento rispetto ai livelli preindustriali. “E’ una crescita inarrestabile che alimenta i cambiamenti climatici e renderà il Pianeta più pericoloso e inospitale per le future generazioni”, dicono gli scienziati. E, come è risaputo, le montagne e i loro ghiacciai sono fra gli ambienti più a rischio.

Dalla Cop 21 tutti attendono un accordo governativo vincolante per tutti i Paesi al fine di contenere l’aumento globale di temperatura sentro la soglia limite dei 2°C. “E’ il compito più difficile che ci siamo mai dati – ha detto il segretario esecutivo dell’UNFCCC – si tratta di trasformare intenzionalmente il modello di sviluppo economico”.

Ma è un obiettivo credibile, secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). “Affrontare il cambiamento climatico è cruciale per la sostenibilità economica a lungo termine – dicono gli esperti -. Un’azione collettiva, nel contesto della Cop21, è necessaria. Una posizione politica chiara e prevedibile creerebbe un contesto più positivo per gli investimenti, che sosterrebbero crescita e commercio internazionali”.

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