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Rio aspetta le Olimpiadi. E si deciderà il destino dell'arrampicata

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RIO DE JANEIRO, Brasile — Il Cristo Redentore posto alla sommità del promontorio che da quota 700 metri domina Rio De Janeiro e la sua baia, avvolto dalla nebbia. In tempi nei quali i simboli vengono guardati con diffidenza e talvolta con odio vien voglia di farsi abbracciar dall’enorme evocativa statua che così vista ricorda, molti di coloro che vanno in montagna lo sanno, la bellezza delle cime delle montagne, intraviste tra le nuvole.

L’anno prossimo l’Olimpiade plana sulle spiagge di Rio. Dal 5 al 21 agosto 2016 ospiterà la 31ma edizione dei Giochi Olimpici Estivi: la città brasiliana è la prima sudamericana alla quale viene assegnata la rassegna. L’assegnazione avvenne nel 2009 quando Rio superò dopo 3 votazioni Madrid, Tokyo, dove si andrà nel 2020, e Chicago.

La città sarà suddivisa in 5 zone dove saranno dislocati i diversi impianti di gara: Barra, Deodoro, Maracanà, Copacabana ed una zona esterna riservata al calcio. In tutto 28 sport, tra cui le new entry Rugby e Golf, e 48 discipline con l’Atletica che reciterà la parte del leone.

L’arrampicata sportiva a Rio non avrà una sua gara, ma sarà quella l’occasione di deciderne l’accesso ufficiale in occasione delle Olimpiadi di Tokio 2020. Gli altri sport proposti sono: baseball/softball, karate, skateboard e surf. Ora manca solo la ratifica del Comitato Olimpico Internazionale che si riunirà a Rio nell’agosto 2016. Un’attesa lunga, coronata da successo, che vede l’arrampicata sportiva esibirsi nelle specialità Bouldering, Lead e Speed.

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