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Al via COP21: 196 Paesi riuniti per parlare del futuro dell'ambiente

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PARIGI — Il COP21 si apre oggi e proseguirà fino all’11 dicembre, giornata mondiale delle montagne proclamata dalle Nazioni Unite.

Il COP è la conferenza organizzata dalle Nazioni Unite che si svolge ogni anno in questa stagione e riunisce i rappresentanti di 196 Paesi con i loro capi di stato e ministri dell’ambiente, esperti, scienziati, organizzazioni non governative.

Le ultime conferenze a Varsavia e poi a Lima erano state poco più che passerelle, un’occasione per scambi di informazioni ma risultati veri pochissimi.

L’incontro di Parigi è stato caricato delle aspettative che da anni vedono impegnati scienziati, ambientalisti , istituzioni e governi più o meno illuminati su un obbiettivo che stavolta sembra non essere rimandabile: un accordo universale per limitare il cambiamento climatico e avviare la decarbonizzazione in grado di far fronte al drammatico fenomeno, ma anche per trovare e adottare meccanismi di adattamento e se possibile mitigazione ai cambiamenti spesso traumatici e spaventosi del clima.

I partecipanti sono determinati e molti hanno già chiesto un accordo, ambizioso e vincolante ( attraverso una formula diversa da Kyoto e soprattutto dall’accordo di Copenaghen, che fu un fallimento), di gestione efficace degli impegni di emissione di CO2, che i singoli Paesi prendono, e con il trasferimento tecnologico verso i Paesi in via di sviluppo attraverso un fondo prestabilito e garantito.

Alla Francia, padrona di casa, spetta la responsabilità di mediare e favorire i dibattiti tra i Paesi e assicurare il funzionamento trasparente dei confronti e dei risultati del negoziato. Un compito che i francesi assolveranno sotto la pressione del massacro di Parigi e della dichiarata guerra all’ISIS.

E già nei giorni scorsi il clima nella capitale francese è stato teso e funestato da incidenti tra antagonisti e polizia.

Oggi si comincia a lavorare per davvero.

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