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Reality Monte Bianco, crollati gli ascolti

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BERGAMO — 4,46%. Questo il dato degli ascolti dell’ultima puntata di Monte Bianco. Tocca respirare a fondo prima di scrivere. Ma davvero il reality era così indigeribile da perdere un punto percentuale di share, ma che vale un quinto degli spettatori che in media l’hanno seguito nelle settimane precedenti? Cos’è che non funziona? Di certo la collocazione in prima serata, come dice qualcuno, “qualsiasi cosa fai vedere un milione di telespettatori li tiri su”, sul target numerico basso, avvantaggia. D’altro canto essere piazzati, almeno lunedì sera, sul binario parallelo di un superconvoglio in arrivo in stazione su Rai 1 com’è “Questo è il mio paese”, che ha raggiunto il 21,31% e 5,4 milioni di spettatori, non fa prendere audience, anzi.

Ma questa è la realtà della televisione, probabilmente il prodotto Monte Bianco ha una formula ibrida che, come abbiamo avuto modo già di scrivere, scontenta a prescindere gli alpinisti e i montanari duri e puri, che sono pochini ma strillano molto, mentre non acchiappa gli appassionati del reality vero con tanto di presenza in studio durante la trasmissione, anche dei fuoriusciti, di accese diatribe e qualche vaffa in più. Quelli di Facci hanno continuato a rimanere, alla fine dei conti, garbati.

Insomma la formuletta Reality ma non troppo non ha molto funzionato, in effetti è sembrato tutto troppo preregistrato, tant’è che il protagonista Simone Moro se ne parte il prossimo 6 dicembre per il Nanga Parbat in invernale con Tamara Lunger e non aspetta nemmeno l’ultima puntata del 7, quasi un gesto liberatorio. Pare però un po’ sgarbato nei confronti di quel milione e centomila che anche ieri sera hanno seguito Monte Bianco. In ogni caso qualche sasso se lo è tolto dalle scarpe, scagliandolo in testa ai suoi detrattori, anche in occasione della recente conferenza stampa di presentazione della piattaforma PlayAlpinismo della Gazzetta.

A noi non resta che sperare nell’Ultima puntata, la salita in vetta al Monte Bianco. Un pochino ci crediamo ancora, magari così la prossima serie la faranno meglio, e intanto un po’ di montagna è passata.

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5 Comments

  1. Che la trasmissione fosse una via di mezzo tra “il grande fratello” e “l’isola dei famosi” credo l’avessero capito si gli alpinisti duri e puri sia il popolo ignaro di montagna (più le gradazioni intermedie tipo ex istruttori di sezione del c.a.i. come me). Quindi nessuno stupore che pochi abbiano apprezzato il miscuglio tra competizione spietata (homo homini lupus?) e il tentativo di mostrare l’alpinismo come scuola di vita e di etica. Tanto più che mostrare tecniche elementari di alpinismo e comportamenti necessari all’interno di una cordata (ancorché tra cliente e guida che, al di fuori dei reality, non sia affatto di competizione!) si può e si deve fare sciogliendo il nodo di una ambiguità di fondo che non può essere salvata solo da telecamerine sul casco, telecamere fisse, droni, elicotteri,ecc.

  2. se deve passare l’immagine di una montagna dove qualche sgallettata corre come se fosse a Rimini, sinceramente possiamo farne a meno. e non c’è bisogno di essere montanari duri e puri per schifarsi, proprio che ama la montagna e ne ha il rispetto che è giusto e sano avere fa fatica a far comprendere una passione che è sinonimo di fatica ed abnegazione. Ed ecco che basta legarsi ad una guida si può andare sul MOnte Bianco come in cima alla Torre di Pisa: tutto questo in nome degli ascolti TV. che schifo!!!!!!!!!!

  3. La Montagna, a mio modesto parere, non è per le masse! da appassionato, ho guardato il programma come un gioco, quello che è in realtà, personalmente preferisco che La montagna resti così comè, cioè di nicchia, sia se vai a scalare che a fare semplici camminate.

  4. Da quante che non si fa un programma sulla montagna dai tempi di Ambrogio Fogar I risultato che ci sono rifugi vuoti sentieri pieni di sterpaglia solo nei posti da vip si pulisce e c’è gente che sfoggia tutte le marche possibili comprate il giorno prima .Nei paesini di montagna si svuotano le case e chiudono i negozi Bisogna avvicinare la gente e fargli capire. Come si tratta la montagna altro che abnegazione fatica la montagna e mia perché cammino faccio fatica .bisogna farla vivere alle famiglie e chi vuole provare come fa da anni il Tirolo e il trentino

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