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Simone Moro e Tamara Lunger, una "passeggiata" sullo Spantik

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SKARDU, Pakistan — Dopo una cena di bentornato in Pakistan nella residenza dell’Ambasciatore Stefano Pontecorvo, da poco arrivato a Islamabad e che ha riportato in auge la buona ospitalità italiana, finalmente la coppia “bergaltesina” atterra a Skardu ed è di nuovo alle porte del Karakorum.

“Finalmente incontriamo il nostro cuoco storico Didar Ali. Ci è stata fornita pure la scorta armata”. Purtroppo la sicurezza nella regione, di questi tempi, è diventata una esigenza e una grande preoccupazione, probabilmente più per chi la deve garantire che per quelli che ne usufruiscono e un po’ la subiscono. Gli alpinisti detestano essere intruppati.

Il programma prevede allenamento e acclimatazione da farsi allo Spantik che, negli ultimi anni, da picco sconosciuto è diventato tanto popolare che ora attrae 5-10 spedizioni ogni anno. Da Skardu si raggiunge facilmente prima in jeep e poi a piedi in quattro giorni il campo base, e anche la vetta è fattibile senza particolari problemi, nonostante la rispettabile quota di 7027 metri.

Siamo nella parte del Karakorum vicino alla mitica Hunza e all’Arandu Valley in Gilgit-Baltistan. Tra le cime di 7000 metri della regione, lo Spantik è probabilmente tra le più belle e affascinanti, ed è anche interessante constatare che l’80% degli alpinisti che ne tentano cima lo fanno con successo.
Un “passeggiata” per Simone e Tamara, che l’inverno e le condizioni della neve possono però far diventare severa. Una formidabile occasione per un buon acclimatamento in vista del Nanga Parbat, che raggiungeranno verso Natale

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