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COP21 chiude con una standing ovation

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PARIGI — ha battuto tre colpi di martelletto dopo aver aver pronunciato di fronte all’assemblea Generale: “Guardandomi intorno, vedo che la reazione è positiva. Non vedo obiezioni. L’accordo di Parigi è adottato.”
Dopo pochi minuti, il Presidente Barack Obama twittava le sue congratulazioni, definendo l’accordo col termine “immane”.

I punti su cui si è discusso per due settimane e si è concordato riguardano:
– La decisione vincolante dal 2020 di mantenere l’aumento delle temperature globali “molto al di sotto” dei 2°C, anzi impegnarsi per limitarlo a 1,5°C.
– Ricontrollare i progressi di ognuno ogni cinque anni
– Destinare 100 miliardi di dollari per “finanza climatica” ai Paesi in via di sviluppo, impegnandosi ad aumentare progressivamente queste risorse nel futuro.

Questo patto è il primo a proporre vincoli per tutti i Paesi, per ridurre le emissioni di CO2. L’accordo è in parte vincolante e in parte volontario. Alcuni aspetti, come l’obbligo di presentare target nazionali di riduzione a ogni controllo quinquennale, sono legalmente vincolanti. Tuttavia, questi target non saranno poi obbligatori. Ma il sistema chiamato Intended Nationally Determined Contributions (Indc) impone alle nazioni di delineare i loro piani per tagliare le emissioni dal 2020 in poi.

Dalla Parigi martire del terrorismo. la risposta unanime dei 200 presenti al COP21 è stata forte e implica per tutti l’impegno a fare la propria parte per salvare il pianeta.

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