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Editoriali, L'approfondimento

Comunicare? o no?

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BERGAMO – Sono personalmente d’accordo con la maggioranza delle opinioni che incondizionatamente augurano a Simone il successo. Sulla comunicazione lo capisco, ma trovo questa sua scelta del silenzio stampa poco generosa con i tantissimi che lo seguono amandolo o meno e un po’ in contraddizione con quanto anche da lui affermato da sempre, in particolare in occasione del Reality Monte Bianco, rispetto al tema della promozione dell’immagine della montagna attraverso i suoi protagonisti, capaci di partecipare a un gioco televisivo, ma anche a una grande impresa alpinistica. La Stampa ha titolato su Simone al Nanga che questa è la sua occasione per entrare definitivamente nella storia dell’alpinismo. È vero! Farlo privatamente è certo un suo diritto, raccontarlo al suo pubblico e a quello appassionato di queste avventure a me pareva un dovere. Lo farà dopo, va bene lo stesso, “è un suo diritto”.

Com’è nostro diritto di testata che si occupa di tale argomento, e visto che stiamo parlando di “storia dell’alpinismo” e di personaggi pubblici, documentare quanto sta accadendo al Nanga Parbat, e non solo.

E non mi sembra il caso che coloro che pensano di doverlo difendere sempre e a ogni costo, anche da polemiche che non sono  tali, si agitino più del necessario. Trattasi di domande e osservazioni legittime, non di polemiche, ha replicato recentemente un noto personaggio italiano che fa il Presidente del Consiglio ai maggiorenti europei e ai giornalisti che lo accusavano di destabilizzare l’Europa per aver fatto delle semplici domande rivolte alla Cancelliera Merkel.

Invece, forse, l’interesse di giornalisti ed esperti di peso che conoscono così bene l’alpinismo, la montagna, i media e pure gli aspetti commerciali che stanno attorno a questo mondo dell’alpinismo d’alto livello, potrebbe aprire una discussione e offrire l’occasione per disvelare pubblicamente la profonda, odiosa ipocrisia che da anni macera il mondo dell’alpinismo e degli alpinisti sul tema della comunicazione, del rapporto con i media, con gli sponsor e le questioni che hanno a che fare con la notorietà e i vantaggi, peraltro leciti e sacrosanti, che ne derivano. Non bisogna parlarne? Ma siamo sicuri che faremmo l’interesse degli alpinisti, dell’alpinismo, delle montagne, dei montanari e di chi ha passione di montagna?

IMG_5383Ad ogni buon conto Simone ieri sera ha rotto, seppur in differita, il silenzio su RAI UNO Sport. Ne sono francamente contento. “Simone Moro è pronto per affrontare gli 8125 metri della nona vetta più alta del mondo” ha annunciato la speaker RAI e noi gli crediamo, alla vigilia di Natale ancor di più. Complimenti in ogni caso a RAI Sport per la veramente bella trasmissione “tutti i colori del bianco” e un grazie a Simone Moro che mi ha dato l’occasione per scoprirla. La seguirò.

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