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Alpinismo, Primo Piano

Inverno Nanga Parbat

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ISLAMABAD, Pakistan – Tutti fingono indifferenza, superiorità, noncuranza; ma tutti sanno che il primo che vincerà il Nanga in invernale iscriverà il suo nome nella storia dell’alpinismo. Come quando Cassin salì le Grandes Jorasses o Bonatti la Nord del Cervino.

Nessuna vacanza o pausa di fine anno per le squadre impegnate nell’invernale nel cuore gelato del Pakistan.

Anche la burocrazia ci ha messo del suo, tutti hanno dovuto negoziare i sempre più difficili NOC, il nulla osta delle molteplici intelligence militari, sempre più intransigenti e selettive, che operano in Pakistan.

Sul versante Rupal i ragazzi Polacchi e Pakistani di “justice for all” stanno già attrezzando la salita, è lunga e ci vorrà tempo.

Sul versante Diamir tutti stanno risalendo la valle con i propri portatori: prima la foresta di bambù, poi di betulle giganti, infine i grandi pini del Karakorum e pianori che portano al campo base attorno ai 4250 metri.

Molto in basso, quasi 4000 metri sotto la vetta, Tamara e Simone sono appena arrivati, di corsa e hanno piantato la loro tenda.

route_nangaSulla via Kinshofer ci sono due cordate acclimatate, Alex e Daniele Nardi con il forte Ali Sapdara, i quali tenteranno di salire direttamente verso campo 3 per poi approfittare della prima finestra per il tentativo alla vetta, se tutto va bene entro due settimane. Adam Bielecki e Jacek hanno un’impostazione stile alpino: una volta sulla parete tireranno dritto.

Le due coppie della via Messner non hanno avuto molta fortuna nella fase di pre-acclimatamento. Per Simone Moro e Tamara Lunger, che hanno avuto inconvenienti misteriosi allo Spantik, sembra che l’acclimatamento non sia andato perfettamente a buon fine, anche se la velocità con la quale hanno raggiunto il campo base li darebbe in ottima forma. Peggio, ma per problemi burocratici, per Elisabeth e Tomek, gli ex compagni di Nardi nell’invernale dello scorso anno, che stanno ora raggiungendo il campo base Diamir.Quindi è presumibile che debbano rimanere qualche giorno in più in bassa quota per completare l’acclimatamento.

I giochi sono aperti e saranno appassionanti.

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