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In edicola Montagne360: la ritirata dei ghiacciai italiani, le immagini del Bhutan degli anni ’70, lo scialpinismo nell’Appennino centrale e molto altro

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Si trattano temi importanti e interessanti su Montagne360 di gennaio: l’allarmante ritirata dei ghiacciai italiani, lo scialpinismo nell’Appennino centrale, le prime immagini del Bhutan negli anni ’70, ma anche cosa non fare quando si cammina sulla neve con le ciaspole.

“Pulsa ancora il cuore freddo delle Alpi italiane?” Questo il titolo dell’articolo di Claudio Smiraglia e Guglielmina Diolaiuti, autori del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, i cui preoccupanti risultati sono stati presentati alla Camera dei deputati il 28 ottobre 2015, a dimostrazione dei gravi cambiamenti climatici in atto.La descrizione di tre itinerari, su Gran Sasso, Velino Sirente e Maiella, accompagna l’intervista a Luca Mazzoleni, scialpinista e gestore di un rifugio, che descrive le tante possibilità di praticare lo scialpinismo nell’Appennino centrale. Le prime immagini del Bhutan che negli anni ’70 giunsero in Europa. E’ quanto propone il portfolio fotografico di questo numero grazie alla collaborazione dell’associazione italiana ICI Venice – Istituto Culturale Internazionale. E’ pubblicata una selezione di scatti realizzati nel 1975 dal documentarista francese Ludovic Segarra (1948-2007) e dalla moglie Anne.

La Scuola Centrale di Escursionismo del CAI ha curato l’articolo che spiega cosa non fare quando si cammina sulla neve con le ciaspole. E’ infatti ancora diffusa una certa leggerezza nell’affrontare il terreno innevato senza la dovuta preparazione e con una scarsa consapevolezza dei rischi.

Mezzo secolo dopo il suo addio alle scalate Silvio Jovane, un mito dell’alpinismo romano, ha deciso di raccontarsi a M360. Iniziando nelle palestre romane Silvio ha scalato sulle montagne abruzzesi e in Dolomiti, fino ad arrivare al Karakorum.

La rinuncia nell’alpinismo è un tema importante e dibattuto: in questo numero Marcello Garreffa e Giovanni Bertolini raccontano quanto successo a settembre 2015: dopo essere partiti per fare il concatenamento della Barre des Ecrins e del Dome de Neige (in Francia), decidono di rinunciare, rifiutando l’invito a proseguire insieme rivolto da un’altra cordata. La sera scoprono che una valanga ha travolto e ucciso sette alpinisti.

È nuovamente agibile la via ferrata di Foce Siggioli, all’ombra della parete di marmo del Pizzo d’Uccello, sulle Alpi Apuane, danneggiata dal terremoto del 2013. L’articolo descrive la via, fulcro di un anello di sentieri attrezzati, e ricorda la posizione del CAI in merito: il Sodalizio è contrario all’installazione di nuove vie ferrate e/o attrezzate e si adopera per dismettere le esistenti, con la sola eccezione di quelle di rilevante valore storico, e/o per la messa in sicurezza di particolari passaggi lungo itinerari molto frequentati.

Dal 6 al 15 ottobre 2016 si terrà in Italia il Terzo Incontro Mondiale dedicato ai paesaggi terrazzati, che affronterà le problematiche relative a un immenso patrimonio a rischio. L’articolo si incentra sulle nuove prospettive dell’Alleanza mondiale per i paesaggi terrazzati (ITLA) e sul ruolo del CAI.

L’“Himalaya della speleologia” si potrebbe collocare in Cina, dove le rocce carbonatiche (dove si possono formare con maggior probabilità le grotte) coprono un quinto del Paese. Nell’articolo vengono raccontati i quasi vent’anni di esplorazioni organizzate dalla squadra internazionale di esplorazione e studi speleologici SouKa Team.

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e di spedizioni internazionali completano il numero di gennaio, in tutte le edicole a 3,90 euro.

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