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Oggi al Nanga Parbat

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ISLAMABAD, Pakistan – Il meteo continua a mantenersi apparentemente bello, ma non stabile, e le temperature, il vento e le velature in quota lasciano qualche ansia nella mente degli alpinisti impegnati sul Nanga Parbat.

Simone Moro e Tamara Lunger sono al campo base. La via Messner–Eisendle se la sono ben studiata e Simone, grazie alla sua esperienza e alle informazioni ricevute direttamente da Eisendle, ha anche trovato una scappatoia alle seraccate che iniziano a tormentare pericolosamente il ghiacciaio Diama in prossimità dell’attacco della via Kinshofer.

photo courtesy www.off.sport.pl
photo courtesy www.off.sport.pl

Anche Tomek Mackiewicz ed Elisabeth Revol hanno adottato questo nuovo e più sicuro percorso. Ora sono in parete, a campo 2, a 6000 metri di quota: il forte vento li ha rispediti a questo campo dopo un tentativo di forzare il passaggio che dal ghiacciaio porta alla parete del Nanga vera e propria. Loro però sono “silenti”, per davvero, non usano nemmeno le radio.

Sempre Simone Moro ci informa che il vento e il freddo non stanno facendo sconti: “Dopo averci passato la notte siamo risaliti a 5800 metri prima di capire che il forte vento ed il freddo pungente ci stavano mettendo in serio pericolo di ipotermia……Ora faremo ancora un giorno di riposo e poi partiremo per 3 o 4 giorni sulla montagna e sulla via vera e propria sfruttando il buono e consolidato acclimatamento a quota 6000 che di solito permette di andare in velocità e sicurezza fino a 7000 metri.”

Intanto Tamara, al campo base per preparasi definitivamente alla salita sul Nanga Parbat, dopo l’acclimatamento sul monte dirimpettaio della parte occidentale del versante Diamir, ha inviato ai suoi amici una bellissima foto con una dichiarazione di amore infinito per il Nanga Parbat.

“L’ho fatta qualche giorno fa in una delle mie più belle ed intime ‪avventure. Lo amo il nostro Nanga Parbat d’inverno!”, ci dice Tamara.

photo courtesy Tamara Lunger
photo courtesy Tamara Lunger

 

Alex Txicon, Daniele Nardi e Ali Sapdara inizieranno a loro volta ad attrezzare la via Kinshofer, anche se sarà un’attrezzatura di sicurezza e leggera, considerato che su questa via ci sono alcuni tratti con corde fisse.

Nardi prima di partire ha rilanciato la sua campagna di raccolta fondi attraverso l’innovativo meccanismo del crowdfunding, un sistema di finanziamento collettivo. Nel caso in oggetto, chi partecipa riceverà un ricordo della spedizione, simbolo dell’impresa e dell’iniziativa umanitaria che Nardi sostiene.
Anche per Daniele, Alex e Ali l’obiettivo è di arrivare a toccare campo 3 a 6750 metri prima del tentativo finale verso la vetta. Diamogli una mano!

Vivi la storia del Nanga Parbat insieme a Daniele. SCEGLI il tuo ricordo, CLICCA SUL LINKhttps://www.kickstarter.com/projects/442604861/sotto-il-cielo-del-nanga-parbat-ceroancheio?ref=project_link

Posted by Daniele Nardi on Martedì 5 gennaio 2016

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