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Neve, valanghe e ARVA: su le orecchie!

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Maurizio Gallo
Maurizio Gallo

BERGAMO – La neve è una bestia assolutamente imprevedibile e talvolta anche perversa!

Non guarda in faccia a nessuno, per lei siamo degli scomodi rompiballe che rompono il suo equilibrio interno e che le danno profondamente fastidio.

Non vede se si ha un distintivo sulla giacca o se si è frequentato un corso che ci rilascia un attestato con il quale ci sembra (illusione pericolosissima) di essere diventati in solo un giorno degli esperti !!!!

Se poi tanti esperti si mettono assieme il cocktail diventa esplosivo.

Orecchie basse: con la neve siamo sempre ignoranti e non si finisce mai di accumulare esperienze e soprattutto sensazioni ogni anno diverse.

Alcune idee, non direi suggerimenti, ma solo idee:

– anni fa in Colorado rimasi sorpreso di come prima, durante e in diversi punti gli americani scavassero buche profonde per verificare la stabilità del manto sottoposto alla prova della pala o degli sci: da noi questa pratica non viene mai effettuata con una simile regolarità direi che sarebbe il caso di iniziare subito

– l’anno scorso all’ISPO di Monaco è stata presentata una sonda elettronica per fare una rapida prova penetrometrica e per mettere in rete immediatamente i risultati ottenuti con relative coordinate gps del punto il tutto va in rete e su base cartografica ciascun utente può reperire i dati anche storici di tutti i rilievi effettuati nella zona nella quale sta pianificando la sua escursione/sciata (sistema già operativo in alcune zone in canada in alaska e in america ) sarebbe ora di mettere sui siti non solo giudizi ma anche informazioni di questo tipo sulle prove sul manto nevoso

– la caccia aperta alla “farina” è molto “dangerous” : aspettare fa bene alla salute!!!, anche perchè con gli “scioni” che abbiamo adesso diventa divertente anche una sciata su neve crostosa(pochi anni fa solo i grandi maghi ci riuscivano) o su neve già tracciata

valanga– saper sciare bene in neve fresca riduce le sollecitazioni sul manto: si è vero, ma poi quasi sempre il nostro istinto non coincide con i punti di stabilità del manto stesso, dove fermarsi per esempio è fondamentale, ma i punti dove ci viene da farlo sono quasi sempre i più fragili

– le valanghe si staccano anche dove e quando non lo pensiamo noi, quando ci muoviamo con le racchette da neve per esempio siamo comunque in una situazione di potenziale pericolo, anche in estate si possono staccare quindi sempre all’erta e con l’ARVA

– la gestione del gruppo diventa un fattore fondamentale per ridurre la probabilità di un distacco provocato: quindi sciare in piccoli gruppi, mai tutti contemporaneamente, decidendo le modalità di percorrenza sui pendii e dove fermarsi; non farsi mai prendere dal troppo entusiasmo per la bella sciata su una neve che sembra perfetta e stabile: è proprio così che si diventa distratti e superficiali….

Alcune idee sugli attrezzi (che purtroppo pensiamo ci possano salvare la pelle):

ARVA:

– portatelo sempre, anche con pericolo 1 e su un percorso piatto, verificate il funzionamento nei campi prova e ogni volta con i compagni prima di ogni uscita

– il segnale è molto alterato se teniamo il cellulare acceso anche nello zaino quindi quando si scia spegnere sempre il cellulare!

arva(1)– il tempo di 15 minuti per disseppellire un travolto è un cronometro micidiale! sapere usare in tempi brevi e sotto stress un ARVA è ben altro che averlo addosso (magari spento o con le batterie scariche…), quindi portare sempre anche pala e sonda e allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi alla ricerca con lo stesso impegno con cui ci si allena per migliorare i tempi di salita

ABS:

– Non è tutto oro quel che luccica! È un aiuto in più ma non deve illuderci a sciare dovunque e comunque

– non sempre funziona come si dice (molti modelli sono stati richiamati dalle aziende negli ultimi anni), richiede una attenta manutenzione e attenzione (zaino ben fissato, maniglia pronta, ..)

– dovremmo estenderne l’uso anche per le gite di scialpinismo specialmente su percorsi poco frequentati

Un’ultima cosa: la valanga quasi sempre ci lascia il tempo per agire, non è una cosa istantanea. Allora la prima cosa che ciascuno di noi deve fare (dopo aver fatto partire l’eventuale ABS) è cercare di sciare verso il bordo della valanga o verso valle spostandosi dalla direzione di scorrimento, se non si riesce la cosa decisiva è piegarsi sulle ginocchia e schiacciare la leva degli attacchini (o la leva posteriore per altri tipi di attacco) per aprirli e liberarsi degli sci. Improvvisamente si viene proiettati fuori dal nero buio e si rivede la luce! Allenatevi a farlo, a me questa manovra ha salvato la vita ben due volte!

Una ripresa in meno con la GoPRO e un po’ più di attesa dopo le nevicate sono le scelte da seguire senza orma di dubbio: sopravvivere prima di tutto.

Lo so sembro troppo pesante… anche se lo sci è la mia grande passione

 

 

 

 

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1 Comment

  1. Ma che pesante … complimenti al collega Maurizio per aver espresso in modo molto chiaro alcuni concetti e dato suggerimenti da seguire sempre per godere in pieno della neve profonda – mi sembra solo un po’ tanto acrobatico piegarsi e aprire attacchino in valanga … da provare ….o magari no …. battuta a parte un ulteriore consiglio è quello di comunque non tirare su la leva dell’attacchino davanti quando si scende (e a volte lasciarla giu’ anche in salita se abbiamo dei dubbi sulla stabilità non è male …) – questo almeno per quel che riguarda il Dynafit, gli altri non li conosco bene e non so cosa consigliare –

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