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Valanghe: a Cervinia si testa la maschera “anti-soffocamento”

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CERVINIA, Bolzano – Si svolgeranno dall’11 al 20 gennaio a Breuil-Cervinia i test, da parte di un team di ricercatori italiani, su Airsafe: un mascherina che permette di respirare più a lungo sotto la neve, separando l’aria inspirata da quella espirata, così che possano essere evitati gli effetti dell’auto-avvelenamento da anidride carbonica durante il periodo di permanenza in una valanga.

Il dispositivo consisterebbe in uno speciale respiratore, dotato di tubi e boccaglio, che, applicato ad uno zaino speciale, potrebbe contribuire a salvare la vita dei soggetti travolti dalla neve.

“Il respiratore – spiega una nota –  ha il compito di proteggere le vie aeree dall’occlusione dovuta all’inalazione di neve e di impedire l’auto-avvelenamento da CO2, sfruttando l’aria presente nella valanga stessa, prelevandola dalla parte anteriore del corpo ed espellendola dalla parte dorsale. In questo modo l’anidride carbonica espulsa durante l’espirazione non viene respirata nuovamente e questo contribuisce ad evitare l’avvelenamento e il soffocamento”.

La ricerca, condotta da Eurac Bolzano, dal Centro di Medicina di Montagna dell’Ausl Valle d’Aosta, dal Cnr e dall’Università di Padova ha anche l’obiettivo di raccogliere dati sulla fisiopatologia della meccanica respiratoria durante il seppellimento in valanga, così da poter approfondire le analisi delle interazioni tra la densità della neve, l’ipotermia e la ventilazione.

Una ricerca importantissima, in considerazione del fatto che la probabilità di sopravvivenza di una persona travolta da una valanga si abbassa al 30% entro i primi 35 minuti e non sempre i soccorsi riescono ad arrivare in tempo: trovare una soluzione per prolungare il più possibile l’autonomia respiratoria sotto la neve potrebbe essere l’ago della bilancia tra la vita e la morte.

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