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Nanga: una scelta complicata per Tomek e Elisabeth. Nardi ritorna in parete

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ISLAMABAD, Pakistan – Ieri mattina le nuvole hanno rallentato la loro corsa, ma dai 6500 metri in su hanno avvolto la cima nella nebbia. Il nemico più temibile è però il vento, il quale porta con sé anche il gelo, che al mattino si era acquietato e dunque, come si apprende dal campo base, aveva incoraggiato Elisabeth e Tomek a proseguire il loro percorso tentando di raggiungere la vetta.

Sembra però che i due stiano provando a passare più in basso, rispetto all’idea di raggiungere la cresta spartiacque, andandosi ad infilare nella parte del Bacino Bazhin, un centinaio di metri sopra da dove la via Kinshofer inizia a tagliare a destra.

È una scelta particolare, che porterà i due alpinisti, seguiti a ruota probabilmente da Moro e Lunger, ad attraversare la parete Diamir dall’estrema sinistra, guardandola, fin oltre il centro.

Richiederà tutta l’esperienza degli alpinisti tagliare quei pendii: la valutazione della stabilità di questi e del manto nevoso sarà di fondamentale importanza per la riuscita e la sicurezza. Se tutto andrà bene si troveranno oggi sulla parte terminale della Kinshofer, dove lo scorso anno Nardi, Txicon e Sadpara arrivarono a 7850 metri. Per tutti conta però la qualità della neve. Intanto Tomek comunica via satellite che il vento si è alzato di nuovo, imprevisto e potente, fino a 100 chilometri orari. In quelle condizioni tutto rischia di diventare drammatico: la neve si accumula nei canali e negli avvallamenti e non c’è nulla di peggio che procedere su placche ventate e instabili. Speriamo bene.

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Photo courtesy Daniele Nardi

“Tutto Bene, sto recuperando e sono quasi pronto ad una nuova lotta”, ha scritto Nardi ieri pomeriggio su Skype all’amica Stefania. Che le cose vadano meglio si vede anche dalle foto e dalle parole scritte da Daniele su Facebook: “L’Alpinismo è divertimento seppure facciamo qualcosa di rischioso e duro! Anche se siamo preparatissimi qualche imprevisto può capitare. L’importante è il morale. Io lo tiro su così, mentre il brutto tempo imperversa, in alcuni angoli il sole fa capolino. Se ieri sono caduto, oggi scivolo…che è meglio per recuperare le energie!”

Nardi partirà probabilmente domani, ma è il meteo a decidere, e se, come dice Messner, ci vogliono “velocità e pazienza”, la prima si ottiene solo con le minime condizioni climatiche che la consentono, mentre la seconda attiene ad una categoria dello spirito e dell’intelligenza. Lo spirito della loro cordata sembra però ricostruito. Mancano un po’ di corde e attrezzature, ma un tentativo serio lo faranno.

 

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