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Nardi, Txicon e Sadpara tornano sul Nanga per una rotazione a campo 3

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ISLAMABAD, Pakistan – Tutti si erano fatti tentare dalla voglia di “correre in vetta” tant’è che s’erano pre-acclimatati, ma poi, come ha scritto Bielecki prima di congedarsi dal campo base per tornare a casa, “il Nanga Parbat ci ha impartito una lezione di umiltà”.

Ora Nardi con chiarezza e con la strategia della “pazienza”, la virtù che l’anno scorso lo ha portato a un passo dalla vetta, riprende il confronto con la montagna, insieme ai suoi due compagni d’avventura, prendendosela con calma.

Pare che anche Simone Moro e Tamara abbiano adottato lo stesso metodo. Per la verità, essendo arrivati al campo base in deficit di acclimatazione, probabilmente questa strategia l’avevano già metabolizzata, tanto da rinunciare dal mettersi in coda a Tomek e Elisabeth, che evidentemente hanno altre strategie e ambizioni.

Photo courtesy Daniele Nardi
Photo courtesy Daniele Nardi

Ecco cosa dicono Nardi ed il suo team pochi minuti fa:

“Fortunatamente la caduta occorsa la settimana scorsa a circa 6000 metri di quota, non ha procurato a Nardi ferite gravi: alcuni giorni di riposo al campo base gli sono stati essenziali per recuperare le forze e la concentrazione necessaria alla salita.”

“Dopo la caduta sono tornato a campo base da solo – spiega Nardi -. Non ho voluto che i miei compagni scendessero con me per non perdere il lavoro fatto, ma scendere da solo è stato difficilissimo perché non avevamo fissato le corde sulle rocce, era tardi e quindi in discesa ho dovuto attrezzare tutto di notte. Il lavoro però è stato utile per le prossime salite. La cosa più dura è stata superare lo shock della caduta e anche per quello ho deciso di tornare sulla montagna, ho sempre affrontato i miei mostri. Non so perché, ma mentre scendevo mi è venuto in mente Bear Grill…chissà se se la sarebbe cavata sulla Kinshofer!”.

Photo courtesy Daniele Nardi
Photo courtesy Daniele Nardi

“Ora il team è pronto a tornare sulla montagna e a sfruttare la finestra di bel tempo prevista per questi giorni. I tre lasceranno il campo base nelle prossime ore: il piano è di risalire le corde fisse installate sulla via Kinshofer fino a 6500 metri, e poi proseguiranno nel tratto successivo che li porterà ai 6700 metri di quota di campo 3, per poi ridiscendere al campo base.

Questa rotazione sarà importante per completare l’acclimatamento e preparare gli alpinisti al loro tentativo di vetta.”

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