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Tomek Elisabeth ottavo giorno, è ora di scendere

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ISLAMABAD, Pakistan – La vera certezza della situazione attuale di Tomek Mackiewicz e Elisabeth Revol è che otto giorni fuori in inverno sono molti. L’altra è che stanno relativamente bene.

Si ha invece l’impressione che sapere dove siano esattamente dipenda dalle labili chiacchiere che rimbalzano sui satelliti e nelle tende cucina dei campi base. Ad ogni modo sono ancora lassù, tra i 7400 e i 7600 metri: ieri si diceva in direzione della via Buhl, oggi verso i campi più bassi, avendo maturato la decisione di scendere. Speriamo.

L’altra certezza è che la “finestra di bel tempo” si sta chiudendo, lasciando poco spazio ad una cordata oggettivamente lenta e sicuramente stanca. Messner alcuni giorni fa in due parole ha riassunto l’essenza dell’azione vincente sul Nanga Parbat in inverno: “velocità” in azione sul terreno, “pazienza” al campo base.

photo courtesy Tomek Mackiewicz
photo courtesy Tomek Mackiewicz

Nardi, Txicon e Sadparà intanto sono sulla Kinshofer ed anche loro pare con poca voglia di andare avanti. Simone e Tamara sono invece al campo base, certamente in apprensione.

Tomek Mackiewicz ed Elisabeth Revol hanno adottato la stessa tecnica di progressione, continuativa ma lenta, dell’anno scorso, in cui, vale ricordare, tornarono al campo base, dopo dieci giorni e dopo aver raggiunto una quota di poco superiore a quella raggiunta ieri, con Tomek malconcio per una caduta in un crepaccio e sintomi di sfinimento. In quell’occasione fu curato al campo base da Daniele, Alex e Ali, mentre Elisabeth rientrò quasi subito in Francia. Chiacchiere, nell’attesa di sapere che tutto è andato per il verso giusto.

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