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Arrampicata sportiva, Primo Piano

Colin Haley in 16 ore sulla Torre Egger in solitaria

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PATAGONIA – Colin Haley ha completato una delle più impegnative e blasonate salite della Patagonia, per di più realizzando la prima solitaria della Torre Egger. Haley ha attraversato le propaggini della parete est del Cerro Standhardt, calandosi al Colle dei Sogni, e seguendo la via Spigolo dei Bimbi (aperta da Adriano Cavallaro, Ermanno Salvaterra e Ferruccio Vidi nel 1991) ha raggiunto la cima della Punta Herron, da dove, lungo la via Huber-Schnarf, ha raggiunto dopo 16 ore la cima della Egger.

Haley, con oltre dieci anni a El Chalten, ha accumulato un’esperienza invidiabile ed otre alle nuove vie, salite e ripetizioni, l’alpinista ha brillato per le sue solitarie, molte in prima assoluta.

Ecco il suo racconto:

“Nel novembre 2010 ho fatto la prima salita solitaria a Aguja Standhardt. Da quel momento, la Torre Egger divenne il centro delle mie aspirazioni in solitaria. Negli ultimi cinque anni ho speso tanto tempo a fantasticare su questo obiettivo, su quali sono le competenze necessarie da sviluppare, su quale strategia adottare, su quali attrezzature da utilizzare, e se c’era o no il buon senso nel tentare di realizzare questo desiderio.

Nel 2011 ho iniziato a perfezionarmi nell’arrampicare da solo cercando di ottenere i migliori risultati, ma con un chiodo piantato nella mente: la Torre Egger. In questi ultimi anni ho fatto anche un paio di tentativi verso la Torre per provare a salirla, ma senza fortuna a causa delle avverse condizioni meteo, e poi non ebbi il coraggio di attaccare la parete. Ancora un paio di mesi fa mi ci sono avvicinato ma ho scacciato l’idea, quasi rassegnato al fatto che non ero all’altezza di questa montagna. Finalmente sono arrivate tutte le condizioni, insieme.

Il tempo bellissimo, le condizioni della parete abbastanza bene ed io sono ora un arrampicatore molto più preparato e esperto di cinque anni fa, e mi sono sentito libero da ogni apprensione. Ho lasciato il bivacco Noruegos alle 00:45 circa, e sono arrivato ​​sulla cima del Torre Egger dopo circa sedici ore e mezzo, avendo anche realizzato la prima salita solitaria di Punta Herron.

Nel cerchio rosso ... fotografato sulla Torre Egger da Korra Pesce
Nel cerchio rosso Colin Haley fotografato sulla cima della Torre Egger da Korra Pesce

La salita è stata più veloce e più agevole di quanto avessi mai sperato. La discesa, dall’altra parte, è stata parecchio avventurosa, ma questa è un’altra storia.

Mi viene curioso pensare che, nella mia esperienza, le salite solitarie generalmente sono sotto stimate e apprezzate rispetto a salite con dei compagni – credo che questo dipende anche dal fatto che durante le solitarie non si produca materiale fotografico dal vivo, mentre si è in azione, ma anche perché la gente non comprende appieno la differenza tecnica rispetto alla scalata in due. Solo poche persone che si dedicano a questo grande gioco della solitaria, tecnicamente difficile e in stile alpino, ne comprendono veramente il valore.

Ma indipendentemente da ciò, sono sicuro che la salita alla Torre Egger di di ieri è tra le migliori realizzazioni di arrampicata della mia vita.

Lo stesso giorno in cui mi stavo arrampicando sulla Torre Egger, un amico di lunga data di Chamonix, Korra Pesce, stava salendo l’Aguja Desmochada  con l’argentino “cazzuto” Thomy Aguiló.

Korra aveva un potente zoom ed è stato tanto premuroso da scattare alcune foto mentre salivo i tiri finali. Grazie Korra per aver condiviso questa foto impressionante!”

 

Le principali salite sulla Torre Egger:

1986 – Psycho Vertical (parete sud) (UIAA ED+ VII+ A3 90deg, 950 m), Janez Jeglič, Silvo Karo, Franc Knez (Yugoslavia, oraSlovenia), 7 dicembre 1986.

1987 – Titanic (pilastro est) (UIAA VI+ A2), Maurizio Giarolli ed Elio Orlandi (Italia), dal 2 al 5 novembre 1987.

1994 – Badlands (YDS VI 5.10 A3+ WI4+, 850 m), Conrad Anker, Jay Smith e Steve Gerberding (USA), 12 dicembre 1994.

2005 – Huber-Schnarf (spigolo nord) (6b+, 80°, 200 m), Thomas Huber (Germania) e Andi Schnarf (Svizzera), questa è la parte finale della via che gli italiani Bruno de Donà e Giuliano Giongo hanno sostenuto di aver percorso nel 1980 (e ritenuta da parte della stampa italiana come prima via ad aver raggiunto la vetta, avendo gli americani percorso nel 1976 la via Maestri-Egger al Cerro Terro per il 70%), tuttavia non ci sono prove del loro passaggio.

2011 – Venas Azules (parete sud) (M5, A1, 95°, 350 m dal Colle della Conquista), Bjørn-Eivind Årtun e Ole Lied (Norvegia).

2013 – Notti Magiche (parete ovest) (UIAA VIII, A2, 1000 m), Matteo Bernasconi, Matteo Della Bordella e Luca Schiera. Via che arriva fino al Col de Lux (posto tra torre Egger e punta Herron), dal quale gli italiani (escluso Bernasconi che ha lasciato il gruppo pochi giorni prima del successo finale) hanno seguito la via Huber-Sharf fino alla vetta.

 

 

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