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Alpinismo, Primo Piano

Nanga, Nardi racconta

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ISLAMABAD, Pakistan – Riportiamo il racconto di Daniele Nardi, tornato ieri al campo base, dopo aver trascorso gli ultimi tre giorni, con i compagni Alex Txicon e Ali Sadpara, a fissare corde fino al Campo 3 a 6700m.

“Superata la paura di salire le rocce Kinshofer dopo il volo di qualche giorno fa raggiungo finalmente Campo 3. Alex Txikon e Ali Sadpara sono li con me. Saliamo su come i tre moschettieri di nuovo lungo questa linea che ci ha visto protagonisti l’anno scorso. Ho salito questa parete anche l’estate del 2008 insieme al fantastico Mario Panzeri.

La notte scorre veloce quando partiti dal campo base saliamo diretti a campo 2. Non so quante persone lo abbiano fatto in inverno, circa 2000m di dislivello tutti in una botta sola. Alle 4am partiamo dal campo base 4100m circa e alle 14.00pm siamo su a campo 2 a circa 6150m. Sono stra-felice mentre mi godo tutti i passaggi delle rocce senza fretta e mentre il sole mi accarezza. Che giornata ragazzi, un sole stupendo senza un filo di vento: me lo aveva detto il mio caro Filippo! Che uomo, immagino la tensione mentre cerca di garantirmi le migliori previsioni. Lui è il migliore qui al Nanga, non c’è nessuno che può fare previsioni migliori di Filippo Thiery qui al Nanga. Dopo 4 anni di esperienze a stretto contatto abbiamo affinato l’impossibile.

Arrivo al passaggio fatidico, mi attacco alle corde e velocemente le salgo. Un fulmine ed il muro della paura cede. Mi sento oltre le nuvole e mentre mi godo la scalata appare C2. La notte scorre veloce e mentre Ali prepara l’acqua, io sistemo i sacchi a pelo ed Alex fa qualche bella ripresa. La squadra è di nuovo al lavoro sinergica e pulita. La mattina dopo partiamo presto con le corde fisse nello zaino, quelle da fissare fino a C3. Non c’è ghiaccio che tiene e veloce andiamo su a fissare la parte più difficile. Metro dopo metro avanziamo. Alex mi aiuta caricandosi sulle spalle un rotolo in più di corde mentre io cerco di terminare la mia acclimatazione.

Photo courtesy Daniele Nardi
Photo courtesy Daniele Nardi

Loro hanno già fatto due notti a C2 mentre per me è la prima volta così in alto ed i miei polmoni fanno fatica ad abituarsi. Ansimo e poi passo avanti mentre assicuro Ali che sale da primo. Ancora tre tiri di corda e poi Alex mi da il cambio a soli 60m dal colle del campo 3. Per una scelta strategica ad un tiro dal colle io mi fermo, comincio la discesa per lasciare le corde libere ai miei due compagni che potranno così scendere più veloci.

La notte incombe su di noi.

Alex ed Ali arrivano al colle a 6700m, danno un’occhiata alla via verso C4 e poi velocemente scendono a valle visto che sono le 16.00 passate. Li aspetto per un po’ sulle rocce ad un paio di cento metri dal colle e quando vedo che sono pronti alla discesa e al sicuro proseguo verso C2. Ci ritroviamo al campo 2 all’arrivo della notte, tutti e tre soddisfatti del lavoro appena fatto.

Festeggiamo, ci manca lo spumante ma abbiamo liofilizzati, un po’ di prosciutto e formaggio, e la carne di Ali da cuocere alla fiamma del fornello. La notte scorre veloce. La mattina dopo aspettiamo le 9,30 prima di metterci in movimento. Alle 10am esatte esce il sole che ci aiuta ad asciugare sacchi a pelo e vestiti prima di preparare il deposito di materiale che rimarrà al campo. Velocemente facciamo un bel pacco di roba ben ancorato alla piazzola e scendiamo giù verso il campo base.

Tre giornate fantastiche per tre amici che decidono di affrontare le proprie paure ed il Nanga Parbat in inverno. Il ben meritato tempo del riposo è arrivato, ora al campo base degustiamo la buona cucina del nostro cuoco Muhassin.”

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