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Emergenza neve: dalla Regione Piemonte 4 milioni di euro

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TORINO – Questo è l’inverno in cui la consueta emergenza neve si è trasformata in un’emergenza assenza di neve, tanto che la questione è arrivata fino ai banchi del Parlamento (per un approfondimento cliccare qui).

Dai dati dell’Arpa Piemonte, manca tra il 50% ed il 90% della neve che in media c’è in questo periodo, con la conseguenza che gli introiti economici turistici hanno subito gravi ripercussioni: gli albergatori devono fare i conti con le disdette, i gestori delle piste ed i ristoratori con l’assenza di sciatori.

Questo è il quadro che è stato presentato ieri alla Regione Piemonte dagli operatori turistici e dai sindaci, alla presenza del vicepresidente Aldo Reschigna e degli assessori al Lavoro e Scuola, al Turismo, all’Ambiente e allo Sport.

Il primo feedback all’allarme delle montagne piemontesi pare arriverà settimana prossima, quando la ragioneria firmerà i mandati di pagamento dei fondi 2012-2013 spettanti ai gestori degli impianti, pari a circa 4 milioni di euro, meglio tardi che mai. Almeno così ha assicurato il vicepresidente Aldo Reschigna, che ha inoltre promesso l’arrivo, entro febbraio, della graduatoria per il bando dell’anno successivo. A smorzare i già flebili entusiasmi arriva però la conferma dalla Regione Piemonte che ulteriori soldi, rispetto a quelli stanziati, non ce ne sono, piuttosto c’è la disponibilità di utilizzare ammortizzatori sociali, tra cui la cassa integrazione in deroga, per sostenere la disoccupazione connessa a questa situazione di emergenza.

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte e di Cuneo (la provincia più colpita dalla siccità nevosa di questo inverno), ha spiegato: “Il sistema neve rappresenta nella nostra provincia 250 milioni di indotto, non credo di sbagliare dicendo che si arriva al miliardo nell’intera regione. Per questo motivo chiediamo la calamità naturale: è un settore in difficoltà e ha bisogno di una mano. È già successo nel 1989 quando a fronte di condizioni meteo analoghe si fece una legge speciale di sostegno, che però fu in vigore solo per due anni”.

Secondo Walter Marin, sindaco del comune olimpico di Sestriere, “in Piemonte 45 mila persone lavorano nella neve, se non lavorano per un mese, significa che ci sono 70 milioni di euro di mancati stipendi. È un settore industriale come il tessile o il metalmeccanico, posti di lavoro non delocalizzabili che vanno tutelati”.

Per far fronte alla situazione attuale, per aumentare il turismo nelle zone montane piemontesi, arriva inoltre la richiesta di tre giorni di vacanza scolastica a carnevale per consentire alle famiglie di fare la settimana bianca, ma sembra che le esigenze delle scuole debbano prevalere, almeno per quest’anno: solo dall’anno prossimo infatti sarà prevista la “settimana dello sport” all’interno dei calendari scolastici. Una proposta questa condivisa anche dall’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), che chiede inoltre l’attivazione di un fondo di rotazione presso Finpiemonte e l’autorizzazione all’uso degli impianti anche durante la stagione estiva per i trekking.

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