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Arrampicata sportiva, Primo Piano

Ashima, la piccola grande donna dell’arrampicata

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NEW YORK, Stati Uniti – Ashima Shiraishi è una ragazza di 14 anni di New York, che nonostante la giovane età ed i suoi 40 kg, è già una gigante dell’arrampicata.

Da buona newyorkese, Ashima ha iniziato ad arrampicare sulle rocce di Central Park, poi nella palestra Brooklyn Boulders e da lì non si è più fermata.

All’età di 8 anni ha scalato il boulder Power of Silence (7C+), a 9 anni è toccato invece a Chablanke (8A/8A+), Roger in the Shower (8A) e Crown of Aragorn conquistandosi il primato della più giovane climber ad aver scalato un boulder 8B.
Primato che si è conquistata anche nell’arrampicata sportiva, salendo nel 2012, all’età di 11 anni, Southern Smoke (8c+) a Red River Gorge, Kentucky.

Nel 2013 Ashima ha continuato ad eccellere sia nel bouldering, che nell’arrampicata sportiva: Céüse (8b+), One Summer in Paradise (8B), Automator (8B), 24 Karats (8c+) e 50 Words for Pump (8c+).

A luglio 2014 ha risolto il suo primo boulder 8B+, Golden Shadow, Rocklands, in Sud Africa, diventando la seconda climber femminile al mondo, dopo Tomoko Ogawa, ad aver risolto un problema di tale grado. Il primo giorno del 2015, Ashima ha relaizzato il suo secondo 8B+, liberando The Swarm.
A 13 anni Ashima sale Open Your Mind Direct (9a+) a Santa Linya, in Spagna, diventando l’unica donna ad aver mai raggiunto una difficoltà simile.
“Sulle rocce, Ashima si muove come un ninja” scrive Pari Dukovic sul New Yorker, aggiungendo “Quando lei arrampica, è come se stesse semplicemente camminando.”
Un vero talento il suo, che Ashima imputa al padre: “mio padre era un ballerino, mi sento come se avessi del movimento nel mio sangue, e il movimento è una parte enorme dell’arrampicata. Mio padre dice che arrampicare  è come ballare su un  muro.”
Nel prossimo anno Ashima vuole affrontare un nuovo 8C, un solo grado sotto al massimo nel bouldering, qualcosa che nessuna donna ha mai fatto. “Nella maggior parte degli  sport sono gli uomini a fare da apripista”, dice al New Yorker, “ma con l’arrampicata, chi lo sa, forse le donne saranno leader?”

 

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