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Appennini da sciare

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BERGAMO – Non solo delle Alpi è fatta la montagna italiana. Gli Appennini, che tagliano in due l’Italia, offrono infatti più di 300 km di piste, anelli per lo sci di fondo, rifugi ben organizzati, due parchi nazionali, cascate di ghiaccio da scalare, ma anche boschi nei quali essere trainati da cani husky, per sentirsi come in Norvegia.

I comprensori sciistici più grandi sono certamente nell’Appennino emiliano-romagnolo.

La stazione più famosa è quella del Cimone, tra le vette del Cimone (2065 mt) e del Cimoncino (200 mt) nel modenese, ed offre 50 km di tracciati collegati tra di loro da un unico skipass.

La presenza di numerosi fuori pista rende la meta ambita per chi pratica lo snowboard ed il freeride, mentre per chi pratica lo sci alpino il tracciato più bello è certamente la nera Direttissima Paletta, famosa grazie ai suoi frequenti cambi di pendenza. Gli impianti di risalita partono da Sestola, Fanano, Riolunato e Montecreto.

In provincia di Bologna si trova invece il comprensorio di Corno alle Scale, tra i monti Cornaccio e Cupolino, con 25 chilometri di piste, due anelli di 8 chilometri per il fondo ed uno snowpark, attrezzato delle Malghe con salti, gobbe e curve paraboliche, per gli appassionati dello snowboard. Non a caso è proprio qui che si allenava Alberto Tomba, a cui è stata dedicata una pista rossa di 2 chilometri e mezzo con oltre 500 metri di dislivello. Lizzano, Pianaccio e Porretta, dove è possibile rilassarsi nelle terme, sono i borghi di partenza degli impianti. Da segnalare anche i rifugi Le Malghe e Duca degli Abruzzi, raggiungibili con belle passeggiate con le ciaspole.

Nel reggiano si scia invece a Cerreto Laghi, dove si possono trovare 16 chilometri di piste, di cui 7 dedicati al fondo, con un tracciato omologato per le gare internazionali, e uno snowpark illuminato anche di sera.

In Romagna, Campigna-Monte Falco ed il Monte Fumaiolo offrono una pista nera, due tracciati per bob e slitte, uno snowpark, un anello di fondo di 5 chilometri e tanti sentieri, illuminati anche per passeggiate notturne con le ciaspole o in motoslitta.

Il comprensorio dell'Abetone
Il comprensorio dell’Abetone

In Toscana, precisamente nel pistoiese, si trova il comprensorio sull’Abetone, che offre 50 chilometri di piste, tra cui sul monte Gomito il tracciato di Colò 3, disegnato nel 1974 dal campione olimpico Zeno Colò, apprezzato per le sue qualità tecniche. A ciò si aggiungono 18 chilometri di piste da fondo e tanti sentieri tra i boschi dove ciaspolare, fare trekking o escursioni in motoslitta.

In Abruzzo, nell’Alto Sangro, con un unico skipass è possibile godere dei 150 km di piste da discesa e dei 60 km da fondo nelle stazioni sciistiche di Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Pescasseroli.  La pista certamente più bella è la nera Direttissima di Rivisondoli, lunga poco più di due chilometri, che parte dai 2000 metri del monte Pratello vicino alla cabinovia e scende a valle tra curve e dossi. Sono inoltre presenti tracciati per lo snowboard e canaloni per i fuori pista.

In Molise la località sciistica più famosa è Campitello con i suoi 40 chilometri di tracciati ed alcuni anelli di fondo di varia difficoltà. La pista più famosa, omologata per le gare di Coppa del Mondo, è la rossa Del Caprio, che parte dalla seggiovia di monte Miletto, a 1.890 metri d’altezza, e scende dopo poco più di 2 chilometri al Pianoro.

L’altopiano della Sila, nel cuore pulsante della Calabria, offre a chi ama la neve scenari ricchi d’atmosfera, che è possibile esplorare a bordo di slitte trainate dai cani: lo sleddog, sport diffuso nell’Europa del Nord, è infatti molto praticato, tanto che si tengono anche i campionati internazionali. La località sciistica più frequentata è Camigliatello Silano, che offre 60 chilometri di piste da discesa, le più frequentate sono quelle del monte Botte Donato, quasi 2000 metri, del monte Curcio e del Villaggio Palumbo, sul lago Ampollino.

Numerose anche le piste da fondo ed i sentieri per fare escursioni con le ciaspole, tra cui gli anelli che girano intorno ai laghi ed entrano nelle foreste di monte Curcio e di monte Carlomagno, a 1.530 metri d’altezza, che fa parte del comprensorio Centro Fondo Carlomagno.

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