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UNCEM: “Dobbiamo promuovere nel “sistema montagna” un “ritorno” e una nuova vitalità”

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OSTANA, Cuneo — La notizia ha fatto il giro del mondo: Pablo, neonato di Ostana, è venuto alla luce dopo 28 anni che la cicogna non arrivava ai piedi del Monviso. E l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) del Piemonte ha dato la lieta notizia esultando (giustificatamente) per la scelta della famiglia di Pablo che, contrariamente alla tendenza degli ultimi decenni, si è insediata nel piccolo borgo del cuneese.

 

Josè Berdugo Vallelago, 36 anni, di Madrid, fisioterapista, e Silvia Rovere, 41 anni, di Verzuolo hanno infatti deciso, alcuni anni orsono, di gestire un rifugio. Così, con la piccola Clara che oggi ha 6 anni (nella foto), e Alice, 4, sono tornati sotto il Monviso portando, con la nascita di Pablo, a 85 gli abitanti del piccolo paese.

La famiglia di Pablo (da lastampa.it)
La famiglia di Pablo (da lastampa.it)

“Una storia bella, positiva, troppo poco spesso raccontate dai media”, commenta l’UNCEM in un comunicato. “Ripresa da Cnn, Bbc, Telegrafh, radio, tv e giornali cileni, turchi, russi, brasiliani, portoghesi, statunitensi. Quello che colpisce è certamente il dato – i quasi tre decenni di attesa – ma anche altri aspetti che ci preme evidenziare. In primo luogo, il “ritorno” alla montagna, la scelta compiuta dalla famiglia di Pablo alcuni anni fa decidendo di gestire un rifugio alpino. Poi, la determinazione del sindaco e della comunità nel crescere e nel voler rigenerare un paese che rischiava di unirsi all’elenco delle tante “ghost town” italiane. Ancora, sui media internazionali colpisce la dimensione del paesaggio, il Monviso certamente, i borghi in pietra e lo scenario alpino unico. Sono tre aspetti comuni a tanti altri paesi delle Alpi, piccoli Comuni che vogliono vivere, che avranno forse avuto più nascite negli anni scorsi, meno attenzione da parte dei media, ma con i quali dobbiamo costruire nuovi percorsi di marketing territoriale, dunque valorizzazione dei luoghi, promozione culturale, percorsi di turismo esperienziale. Dobbiamo promuovere nel “sistema montagna” un “ritorno” e una nuova vitalità: i segnali in questa direzione si moltiplicano. Famiglie e nuove imprese scelgono le Terre Alte. Piccoli numeri, ma dal grande valore. Mentre le aree urbane faticano a rigenerare idee e spazi, la montagna pensa ed è dinamica. Viva. Ma chiede attenzione, attraverso gli Enti locali e coloro che li guidano, a chi ha responsabilità politiche e istituzionali, a Torino, Roma, Bruxelles. Sgravi fiscali, defiscalizzazione per le attività economiche, in primo luogno; norme ad hoc, non mutuate senza differenze dalle aree urbane; incentivi per le imprese e i giovani che vogliono restare, esercitando quel “diritto di opzione” – non andare via – perché sanno di avere servizi e opportunità, anche grazie alle più moderne tecnologie. Ostana non è certamente sola. Vince con il sistema, unita ad esso, tra impegno e passione. Pilastri che anche Uncem ha fatto suoi.

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