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Nanga story

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ISLAMABAD, Pakistan – La valanga di polvere, com’era intuibile dai filmati che giungono dal campo base normalizzato, non ha provocato danni al campo 1 e questo è bene e utilissimo per un nuovo tentativo. Quando avverrà.

Ma nulla ci distoglierà dalla sempre più interessante, folle, forse utile e un po’ voyeuristica cronaca di quel che accade dalle parti del Nanga.

Tamara Lunger, che Filippini ci racconta un pochino dubbiosa sulla sua forma, scalpita al base, come avevo detto io, scusa Alessandro, ed è in gran forma e sorridente al rientro dalla proficua ricognizione, sebbene sia rimasta indietro oggi (questo non è da lei). Vai Tamara, siamo tutti con te e con Simone ovviamente.

L’orgoglio polacco è intanto nelle mani di Tomek Machievikzc, buffa situazione. Tomek pare tutto, almeno a noi mediterranei, tranne che un nazionalista nell’eccezione che noi diamo al temine. Eppure lui è l’ultimo portabandiera dell’alpinismo, dell’indomito coraggio e del cuore montanaro della Polonia. È quello che sperano in Polonia alcuni affezionati dell’alpinismo: che torni lassù e porti la bandiera sulla vetta. Magari gli manderanno anche qualche soldo.

Ma di Tomek avranno parlato al campo base? Che ne pensano secondo voi? Questo arriva, saluta e si siede a tavola? avrà un appetito del diavolo, ma poi a tavola con chi? E avrà una tenda? dormirà al caldo in cucina? poi che farà? Partirà da solo lasciando tutti nello sconforto (si fa per dire) del non sapere dove sia finito? Tutti gli vogliono bene! È un uomo semplice, di cuore, certo particolare, ma umile, con tre figli e una moglie e non può tornare a casa perché non ha un soldo. Quindi rieccolo qui, al campo base.

Tutta questa storia rischia di trasformare questa stagione invernale al Nanga da “alpinismo invernale d’alta quota e di punta”, certo con qualche tendenze al reality, in una vera soap opera. Un nuovo filone televisivo da sfruttare.

Intanto i blog si scatenano diventando una “babele” e non ci si capisce più molto. Ognuno argomenta e difende le proprie idee e amicizie. Ma Tomek che farà? Questo è il tormentone vero. Non è il primo che si lascia andare verso la vetta, il nirvana, la gloria e scompare. Ma lui leggiamo che è molto bravo e finora lo ha dimostrato. Un po’ pazzerello magari e l’alta quota non aiuta a razionalizzare i pensieri.

Se qualcuno pensa di commentare che quanto scritto è un cazzeggio, può evitare di farlo, è proprio così.

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