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Alpinismo, Primo Piano

Nanga Parbat anomaly

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ISLAMABAD, Pakistan – Sotto il Nanga c’è una grande massa, un grumo della terra, che aumenta l’attrazione terrestre, la gravità. Lì si incontrano e scontrano le placche continentali che formano l’Himalaya, l’Hindu Kush e il Karakorum.

Un luogo particolare per la scienza e anche per l’immaginazione.

Karl Unterkircher era un grande alpinista che ebbi la fortuna di avere con me in spedizione all’Everest ed al K2, i quali salì rigorosamente senza ossigeno, uno di seguito all’altro nello stesso anno. Qualche anno dopo con Daniele Bernasconi, sul Gasherbrum 2, tracciò in stile alpino fino in vetta un un bellissimo nuovo itinerario.

Karl aveva un’attrazione particolare per il Nanga Parbat e la foto che ci ha regalato, che qui pubblichiamo, lo ritrae davanti alla parete Rakhiot, incantato, come in un sogno.

Come per la fisica, da sempre il Nanga rappresenta per l’alpinismo un’anomalia che attrae, ma anche una grande visione. Per questo motivo continueremo a seguire, dalle nostre poltrone, gli alpinisti che con passione ed orgoglio stanno sfidando il vento, il freddo e le grandi difficoltà.

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