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Nanga: bufere e polemiche

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ISLAMABAD, Pakistan – Il Nanga Parbat è senza pace quest’anno e le bufere non sono solo sulla montagna.

Alex Txikon, che da due giorni tace almeno pubblicamente, coinvolgendo anche l’Ambasciata d’Italia in Pakistan, informa il mondo che Daniele Nardi se n’è andato senza onorare, almeno in parte, i suoi impegni economici con lui, che è il capo spedizione, e di conseguenza anche con il personale pakistano e con l’agenzia che ha organizzato tutto.

Dal canto suo Nardi da Islamabad afferma di aver pagato quanto gli è stato chiesto sinora dal suo capo spedizione e che il non ancora saldato dipende dal fatto che Txikon deve fare ancora alcuni conteggi riguardo la presenza di una terza persona al campo base, invitata da Alex e non prevista negli iniziali calcoli, i rimborsi che dovrebbero arrivare da chi aveva precedentemente rinunciato alla spedizione e gli apporti di materiale.

Pare per altro che l’agenzia di Islamabad sia estranea a tali recriminazioni.

Non rimane che constatare che queste questioni normalmente si regolano prima tra gli interessati, come l’esperienza di tante spedizioni racconta, e poi eventualmente nelle “sedi proprie” e che questo annuncio pubblico non fa che confermare il clima sempre più avvelenato che si era creato al campo base.

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4 Comments

  1. Scusate, ma perchè amplifiachiamo le polemiche? E la Lunger su, la Lunger giù, e Moro, la Revol, questo e quello.
    Non pensate che abbassare i toni di queste situazioni faccia del male all’alpinismo? Se questa persona ha scritto certe cose avrà le sue ragioni, no? Prima di prendere posizioni, pubbliche, con articoli orientati all’accusa di uno, o alla difesa di un’altro, non sarebbe opportuno accertare le fonti?
    Quest’anno con la faccenda del Nanga questo sito mi ha veramente deluso, se volevo del gossip da spiaggia, eccolo, NOVELLA 200 STYLE.
    peccato

  2. Ma perché non se ne tornano tutti a casa tanto è chiaro come il sole che nessuno di quelli al base salirà mai sul Nanga quest’anno, così la finiamo con questo polpettone alpinistico?
    L’unico che potrebbe salire è Tomek, perché è l’unico ad avere quel “pizzico” di follia da provarci ancora seriamente e soprattutto da solo (poca brigata vita beata diceva il saggio…)

  3. Onestamente penso che il polacco sia l’unica persona nel posto sbagliato, sfida la sorte come un pazzo che si lancia da un palazzo con un ombrello.
    A mio avviso, modestissimo, gli alpinisti al Nanga sono molto forti e sono forse gli unici a poter spuntare una “vittoria”.
    Quello che contesto è tutto il carrozzone che si è imbastito, alimentato da mille cose, tra queste anche l’astio verso Moro che, a torto o ragione ( io lo preferivo più comunicativo, ma avrà le sue ragioni, anche commerciali, ahimè ) ha scelto solo un blog a cui trasmettere pochi comunicati.

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